”Gli effetti della rivolta in Libia sono stati molto più pesanti in termini di perdite di vite umane rispetto a quanto accaduto negli altri paesi: si sono contati più di 50mila morti. Gheddafi è stato bravo a far vivere la Libia nella speranza di costruire una società più moderna, più democratica, ma stavolta

non ha resistito alla primavera crisi del suo regime”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore della Libia in Italia, Hafer Gaddur, a Lecce, nel corso del secondo appuntamento della sesta edizione di Sfide culturali e politiche, ciclo di incontri promosso dall’on. Alfredo Mantovano. “Io e molti altri ambasciatori – ha aggiunto Gaddur – abbiamo preso le distanze dal regime in tempi non sospetti, la nostra prima dichiarazione di dissociazione è del 26 febbraio. Gheddafi credeva di poter superare anche questa crisi, ma in questa occasione ha dovuto fronteggiare la prima vera rivolta interna”.
‘Sfide’ quest’anno punta a comprendere cosa è successo nell’ intera area meridionale del Mediterraneo, e non solo, a poco più di un anno dalla cosiddetta “rivoluzione dei gelsomini” in Tunisia. Obiettivo del secondo incontro, l’approfondimento di due scenari di particolare rilievo: Libia ed Egitto.