“Ha lanciato un sasso nello stagno, Paolo Pagliaro. O, piuttosto, sarebbe il caso di dire nel lago che, proprio ieri, il candidato alle primarie del centrodestra per Apl ha proposto di realizzare a Lecce.” Sono le parole di Loredana Capone, candidata del centro-sinistra alle prossime amministrative.

“Ma, mentre le acque dell’ipotetico lago leccese dovrebbero essere depurate, perché ricavate dall’impianto di depurazione Ciccio Prete, quelle del centrodestra leccese appaiono decisamente più torbide, stando alle parole dello stesso Pagliaro. Ieri, infatti, in una dichiarazione rilasciata alla sua stessa emittente televisiva, Pagliaro aveva lanciato accuse molto pesanti all’indirizzo dei suoi contendenti, dicendo che allo scambio di idee si preferisce il voto di scambio.

Paolo Pagliaro – continua – non ha chiarito a che cosa si riferisse quando parlava di voto di scambio, ma ha affermato che non si aspettava che certe cose succedessero persino alla primarie, forse con l’intento di dire che la realpolitik lo induce a credere che in altre competizioni elettorali il voto di scambio possa anche essere tollerato. Il sindaco uscente, intanto, suo diretto competitor nelle
primarie che si svolgeranno tra pochi giorni, ha chiesto all’editore suo avversario di circostanziare le proprie accuse.
Il voto di scambio è una pratica illegale: lo ricordiamo a entrambi, a scanso di equivoci.

La litigiosità nel centrodestra, insomma, continua a imperversare sulle pagine dei giornali e nei servizi televisivi. Pagliaro, proprio oggi dalla sua pagina facebook, ha lanciato un appello al voto per vincere nonostante i vecchi sistemi di un metodo fondato su promesse e favori.

Il metodo, a cui Pagliaro fa riferimento è quello di Perrone? Se è così, come pensa Pagliaro di poter sostenere Perrone, qualora perda le primarie? E se, invece, dovesse perdere Perrone, come farà il sindaco uscente a sostenere chi a pochi giorni dalle primarie lo accusava di voto di scambio?

Ci piacerebbe sapere, insomma, qual è la differenza etica o morale tra loro, all’interno del centrodestra. Ammesso – conclude – che loro stessi lo sappiano e che non sia soltanto l’ennesima commedia in salsa centrodestra dei separati in casa, che ritrovano l’armonia per tentare di accaparrarsi una poltrona.”

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