A sorpresa in vista delle primarie del centro destra, tra Antonio Pagliaro e Paolo Perrone, spunta un nuovo candidato. Si tratta di Luigi Rizzo, consigliere comunale e presidente della commissione al bilancio che questa mattina ha spiegato in una conferenza le proprie motivazioni sulla decisione di scendere in campo così all’improvviso. 

“Le mie motivazioni sono politiche, amministrative e personali, perché se devo morire scelgo io come ma non mi faccio uccidere dagli altri.” Ha annunciato nella conferenza di questa mattina.

Luigi Rizzo è il referente di Popolari Liberali, ramo moderato e cattolico di ispirazione sturziana all’interno del Popolo delle Libertà ed è come punto di riferimento del PDL che vuole candidarsi alle primarie.

“Non mi aspetto di diventare Sindaco ma voglio fare una Rivoluzione Garbata, perché sono deluso dalle scelte del PDL locale e dal modo di fare dell’amministrazione comunale.”

Lui stesso si definisce un “Davide contro Golia”, in questa campagna per le primarie che si terranno tra 20 giorni.

Alla base delle sue motivazioni politiche ci sarebbe una continua coerenza con i suoi ideali politici. “Gigi Rizzo ha avuto il coraggio o forse la stupidità di dire sempre le cose come stavano. La differenza tra me e molti miei colleghi è che anche loro sono arrabbiati per le stesse motivazioni che sto dicendo ma lo fanno nei corridoi di Palazzo Carafa, in piazza, nelle assemblee di commissione, però se qualcuno gli dice di firmare qualcosa, firmano direttamente, dicono io sono di maggioranza e che va tutto bene.

Io negli anni penso di aver dimostrato una coerenza. Non sono critico solo ora che sono presidente della commissione al bilancio ma anche allora quando ero presidente della commissione statuto con Adriana Poli Bortone, come anche da presidente dell’Istituzione.”

Quanto alle motivazioni amministrative, il consigliere Rizzo ha denunciato in diversi punti ciò che “non quadra. Sia come presidente della Lupiae, sia come presidente dell’Istituzione e negli ultimi due anni come consigliere comunale ho visto troppi cittadini delusi, arrabbiati, demotivati, forse rassegnati e sicuramente calpestati nei loro diritti oggettivi. E in questo, l’amministrazione come il PDL hanno contribuito molto con i loro modi di fare. La disaffezione viene dal fatto che un cittadino che vede rappresentato una propria necessità, un proprio stato di disagio, tutto vuole tranne che essere preso in giro. E’ preferibile un “no” che ti stronca ad un “non ti preoccupare” che ti fa sperare e ti fa soltanto prolungare l’agonia.”

Da qui in poi ha snocciolato diversi esempi concreti sui modi in cui secondo il suo parere, l’amministrazione delude i cittadini. Rizzo ha nominato la controversa vicenda dell’Unione Sportiva Lecce, già teatro di polemiche dopo l’assenteismo nella commissione al bilancio di ieri che è stata poi rimandata. “I cittadini per l’amministrazione comunale, hanno tutti gli stessi diritti e doveri e allora non è concepibile come è possibile che il Circolo Tennis che non pagava da anni un compenso tra l’altro ridicolo per una struttura del genere. E come mai la commissione non si sia mai chiesta perchè l’ufficio legale, i dirigenti e gli assessori non hanno sollevato il problema, messo in mora chi doveva pagare. Risultato: molta omertà, carte che non si trovano, dirigenti che non si presentano in commissione, consiglieri comunali di maggioranza che in commissione non venivano quando si trattava di recuperare le somme. Adesso però, dopo il mio intervento il Circolo Tennis sta pagando.

Altro discorso quello dei contenitori culturali: Teatini, Paisiello, Carlo V e Conservatorio S. Anna che incassano circa 21mila euro l’anno ma che costano probabilmente molto di più per manutenzione e pulizia.

“Ancora Non si può vendere l’Ufficio Tributi, vendere la sede della Lupiae, mandar via i ragazzi del servizio civile da Vico Storella per poi darlo alla Lupiae. Noi abbiamo un immobile che ci costa soldi perché in affitto, dove c’è Margherita Pirrazzo, dipendente comunale e qualche dipendente della Lupiae. Prima mi era stato concesso dal Comune in comodato d’uso per far stare i ragazzi del servizio civile che lavoravano con gli anziani e coi minori. Poi a noi fu detto prima di andare via.”

Luigi Rizzo ha poi nominato il consiglio tributario, che secondo la delibera passata in assenza del presidente, comportava un gruppo di 29 persone senza alcuna qualifica impegnate a segnalare qualsiasi situazione in cui un cittadino poteva avere un tenore di vita diverso da quello dichiarato. “Ma cos’è la polizia politica? E quando mi sono opposto, dicendo che fin quando c’ero io non sarebbe passata una cosa simile, perché un comitato poteva esserci ma fatto di persone qualificate che segnalassero chi non paga ICI, TARSU e quant’altro. Ma non che se un cittadino non paga il canone RAI viene segnalato e in base a quella segnalazione guadagna il Comune. Vuoi riempire le casse comunali perseguitando i cittadini, e nemmeno tutti, perché ad altri non fai niente?”

L’ambiguità del condono Tosap che rischiava di cancellare con un colpo di spugna gli evasori per pubblicità e affissioni e poi la mancanza di un’assicurazione da parte del Comune sono stati gli altri esempi portati sul tavolo delle motivazioni da parte del consigliere Rizzo.

“A sentirmi parlare chiunque direbbe questo è di opposizione.” Ha concluso poi. “Non è così. Io mi sento maggioranza fino in fondo ma maggioranza non significa quello che io ho visto in questi anni. Chi vuole avere idee da sognatore, da idealista, diventa oppositore? Ho lanciato questa sfida da pazzo sognatore per capire se a Lecce c’è ancora gente che crede in una politica uguale per tutti, aperta al confronto e pronta a prendere suggerimenti, fatta di persone disposte ad ascoltare la gente e a trovare soluzione ai problemi, possibilmente che cominci uno sfoltimento della clientela e che possa far ritornare i cittadini orgogliosi di essere rappresentati da qualcuno che ha come unico compito di fare gli interessi della collettività e non di una parte della collettività. Io mi rivolgo ai cittadini leccesi che dal ’98 ad oggi hanno avuto modo di conoscermi nei miei pregi e nei miei difetti. Mi rivolgo a tutta quella gente che si vede sbandata perché i loro riferimenti si spostano continuamente. Vorrei rappresentare Davide contro Golia, vorrei capire quanta gente di Lecce ha ancora la dignità di dire non voglio che mi sia riconosciuto un diritto perché sono amico di qualcuno, ma voglio che quel diritto mi sia riconosciuto, perché è un mio diritto. O sono un pazzo che sognerà per 20 giorni oppure sono una persona che ancora una volta ha scelto di mettere davanti se stesso, la propria famiglia, la gente che gli sta intorno, a raccogliere quelli che saranno gli spari, le offese, le umiliazioni che riceverà. Mi auguro che sia una campagna per le primarie onesta, vera, leale. Non è una campagna contro qualcuno ma contro un modo di vedere la politica che non è mio.

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