Foto Antonio CastelluzzoMancano gli infermieri al Fazzi? Il Direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone, smentisce l’allarme dei sindacati e bacchetta il sindaco Paolo Perrone. Solo qualche giorno fa, infatti, si è tenuto l’incontro tra i rappresentanti di Nursind e il primo cittadino, conclusosi con la promessa

di una sollecitazione alla Asl e alla Regione per colmare le lacune causate dal blocco del turn over, che impedisce la sostituzione del personale in pensione con nuove assunzioni. Mellone scrive, dunque, una lunga lettera, in cui chiarisce dati e situazioni, definendo “non reali” le cifre fornite dal sindacato, pari a 200 unità in meno solo al Fazzi. La carenza di dotazione organica, invece, è di 129 infermieri in tutta la Asl. Anzi, la situazione del nosocomio cittadino non sarebbe, da questo punto di vista, così grave da far suonare l’allarme. Il personale infermieristico è al completo, mancano invece gli ausiliari, gli Oss e Ota. Sulla carta, dovrebbero essercene 110, nelle corsie ce ne sono invece 72. La riduzione di organico è ridotta, fa sapere Mellone, a causa del “godimento dei diritti e degli istituti contrattuali, assenze ex legge 104, per malattie, ferie, maternità, limitazioni di idoneità”. “Va ricordato- continua nella lettera- che un certo rallentamento (ma a livello aziendale complessivo, non a livello di singolo ospedale) deve registrarsi per effetto del mancato avvio dei processi di mobilità volontaria dagli ospedali dismessi, processo che è in qualche modo subordinato a delicate procedure di intesa sindacale, peraltro oggi avviate a buon fine. Dai processi di mobilità potranno verosimilmente essere tratte nuove risorse, ad oggi parzialmente inutilizzate: parzialmente, va detto, perchè buona parte delle risorse emergenti è stata utilizzata nei servizi territoriali, secondo la programmazione regionale ed aziendale. Di certo, quindi, non è realistica la carenza a lei denunciata”.

Più drammatica è, invece, la mancanza di personale medico. In tutta la Asl ammonta a 186 unità. Sono soprattutto i ruoli dirigenziali a rimanere scoperti o coperti solo tramite incarichi provvisori.

Ma Mellone va oltre. Bacchetta Perrone. “La carenza dei medici è supplita dalla abnegazione di centinaia di professionisti che operano per la salute dei cittadini anche a prezzo di grandi sacrifici personali. Tale sforzo non viene certo sostenuto da visioni catastrofiche come quella a lei prospettata e ‘sparata’ sui media come una sorta di preavviso di debacle. Mi permetto di confidare in un suo autorevole intervento di riequilibrio”.

Ma a stretto giro arriva la risposta del sindaco di Lecce Paolo Perrone:”Il direttore Mellone mi rassicura sullo stato delle cose al Vito Fazzi, dicendomi che quanto mi è stato sottoposto dal personale infermieristico e dalle organizzazioni sindacali non risponde al vero. Che, quindi, al Fazzi non ci sarebbero problemi di sorta perché – così come sostiene Mellone – “a fronte del fabbisogno quantificato nel tavolo tecnico misto azienda­-sindacato sui carichi di lavoro (746 Infermieri Professionali), al 16 febbraio 2012 si registrano 749 unità in servizio effettivo;
a fronte, invece, del fabbisogno di OTA/OSS, quantificato in 110 unità, ne risultano oggi in servizio 72″.
Quindi, sempre secondo il Direttore, “il Fazzi dispone di tutti gli infermieri necessari e registra una transitoria carenza di Ausiliari, per i quali abbiamo in moto processi di reperimento delle risorse”. Questo, nonostante decine di unità mi abbiano chiesto un incontro e mi abbiano reso partecipe dello stato di agitazione che hanno proclamato che, se non risolto, porterebbe ad uno sciopero di 24ore previsto per il 2 aprile, con gravissime ripercussioni per i pazienti.

Considerato, quindi, che l’allarme lanciatomi dagli infermieri viene definito dal Direttore Generale ingiustificato e che, soltanto per quel che concerne i medici, viene da lui confermata una difficoltà strutturale, (difficoltà – ammette – cui il personale medico supplice con abnegazione e impegno personale, colmando lacune numeriche e di posizione), mi chiedo: c’è forse un problema di organizzazione? Se le unità infermieristiche, a prescindere dalla quantità numerica che mi hanno rappresentato il problema, denunciano una carenza di addetti e un aggravio di lavoro dovuto a turni che non consentono neanche la conciliazione lavoro-famiglia (gli operatori mi hanno riferito di lavorare anche quattro notti di seguito, senza godere del riposo previsto) oltre che l’impossibilità di soddisfare tutte le esigenze dei pazienti, mi chiedo se nn sia forse il caso di intervenire sugli aspetti organizzativi.
Prendo anche atto della consapevolezza, espressami dalla Direzione Generale, del mancato avvio delle procedure di mobilità volontaria dagli ospedali dismessi, anche se previste.
Conscio per primo della gravità di quanto dallo stesso direttore stesso confermato, credo che anche e soprattuto nel mancato avvio delle mobilità si nascondano le ragioni di un sistema sanitario pieno di falle.
Da massima autorità sanitaria locale, vorrei dire al Direttore Mellone, che ringrazio per la pronta risposta, che non è solo mio dovere tenere nella giusta considerazione i disagi degli operatori della sanità, ogni volta che mi vengono espressi, ma è mio dovere anche basarmi sulle esperienze personali. Di frequente mi reco al Fazzi, per fare piccoli sopralluoghi e visite di piacere, senza peraltro avvisare la direzione. Il riscontro, purtroppo, è tutt’altro che positivo”.