Cristian Zampino, 29enne leccese, è morto dopo il ricovero al Vito Fazzi, in seguito ad un grave incidente stradale, il 30 settembre 2008. Oggi, davanti al gup Vincenzo Brancato, per quella morte si sarebbero dovuti presentare 18 indagati.

Oltre all’automobilista che, in stato di ebbrezza, travolse con la sua auto quella di Zampino la notte del 17 settembre 2008, sulla provinciale per Copertino, avrebbero concorso a cagionare la morte di Zampino 17 medici, tra radiologi, addetti all’unità operativa di Anestesia e Rianimazione e cardiochirurghi del nosocomio leccese.

Secondo il sostituto procuratore Stefania Mininni, titolare del fascicolo, dopo aver eseguito un intervento chirurgico necessario, in seguito all’incidente, non avrebbero individuato una lesione aortica post-traumatica che avrebbe poi determinato la morte del giovane.

Tutti rispondono a vario titolo di omicidio colposo per aver cagionato, in concorso tra loro, con condotte imperite, negligenti e imprudenti e nelle rispettive qualità di specialisti, il decesso di Cristian Zampino.

Ora l’udienza è stata rinviata, per un difetto di notifica, al 27 febbraio prossimo.

Si sono costituiti parte civile nei confronti del conducente dell’auto i familiari del 29enne, con il loro legale Aldo Putignano. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Massimo Bellini, Giuseppe Bonsegna, Fabio Valenti, Giovanni Ciccarese, Stefano Miglietta, Stefano De Francesco, Michele Macrì, Luigi Covella, Ester Memola e Gaetano Centonze.

 

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