Con un capitale di 1 euro i giovani possono costituire una società a responsabilità limitata (la Srl). Una grossa semplificazione se si considera che normalmente per mettere su una Srl serve investire un capitale minimo di 10 mila euro. Una possibilità in più per chi volesse “fare impresa” e creare da sé il proprio lavoro.

La novità è prevista nel decreto liberalizzazioni che, modificando il Codice civile, disciplina la società semplificata a responsabilità limitata. Si rivolge esclusivamente a persone fisiche che non abbiano compiuto 35 anni di età e può essere costituita da più persone, tutte in possesso del requisito dell’età, oppure anche da un solo trentacinquenne.

Non serve un notaio per la costituzione (è già un bel risparmio); basta appuntare su un foglio di carta gli elementi essenziali, sottoscrivere l’atto e depositarlo entro 15 giorni presso il registro delle imprese: ciò convalida ad ogni effetto di legge la nascita della nuova Srl semplificata. L’atto costituito deve dare indicazioni sulle generalità dei soci con le rispettive quote di partecipazione, sulla denominazione sociale, sulle sedi, su attività e oggetto sociale, sulle norme di funzionamento della società, su amministratori e revisori contabili, sul capitale sociale investito che, come detto, può essere anche di un solo euro; non solo, ma può anche essere solamente sottoscritto e non versato.

La Srl semplificata resta in vita finché i soci (tutti o l’unico socio) non compiono i 35 anni di età. Quando l’unico socio oppure tutti i soci perdono il requisito di età, gli amministratori devono convocare l’assemblea per deliberare la trasformazione in Srl ordinaria. La novità è sicuramente un esempio di vita semplificata per i giovani; per altri aspetti, tuttavia, non sembra centrare il cuore del problema che il moderno Bill Gates (evocato dal premier, Mario Monti, nel presentare la novità) può trovarsi ad affrontare laddove, avendo in tasca un’idea, volesse provare a trasformarla in impresa vincente. Ossia il problema di reperire le risorse necessarie (i soldi) per lo start-up.

Qualsiasi banca, infatti, sarà restia ad aprire una linea di credito a giovani che, peraltro, non risponderanno nemmeno personalmente della loro attività, ma attraverso una società con “un euro” di capitale.

Il vantaggio c’è solamente quando si tratta di intraprendere un’impresa con un certo rischio. In tal caso infatti, la società (diversamente dalla singola Partita Iva) mette il giovane al riparo da un eventuale fiasco, in quanto nelle Srl, per le obbligazioni sociali, risponde solo la società con il suo patrimonio (dunque l’euro di capitale). Ma si torna al punto di partenza: è proprio in questi casi che il sistema bancario fa maggiore resistenza a concedere credito.

Marco Sponziello – Dottore Commercialista

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