Ancora uno sbarco sulle coste del Salento. L’ennesimo.  Nella scorsa notte un gommone con a bordo 45 persone, diretto verso le coste pugliesi, è stato intercettato nello Ionio Settentrionale, dalle unità navali ed aeree delle Fiamme Gialle.

Le operazioni di pattugliamento delle coste, nella serata di ieri, alle 21.30 circa, avevano consentito ad un aereo coordinato dalla Guardia di Finanza di avvistare, nel mar Ionio,un gommone oceanico con a bordo numerosi migranti, proveniente dalla Grecia ed in navigazione verso le coste italiane.
Costantemente monitorato da mezzi aerei e navali della Guardia di Finanza, alle 23.45 il gommone raggiungeva la costa nei pressi della località “Il Ciolo”, poco a nord di Santa Maria di Leuca, sbarcando i clandestini a terra e riprendendo immediatamente il largo.
Scattava quindi l’operazione coordinata delle Fiamme Gialle: i Finanzieri del Comando Provinciale di Lecce intervenivano nella zona di sbarco, individuando e fermando 45 clandestini; le unità navali della Guardia di Finanza – del Gruppo Aeronavale di Taranto e del Reparto Operativo Aeronavale di Bari -, che avevano lasciato sbarcare i migranti per garantirne l’incolumità, si lanciavano all’inseguimento del potente gommone, con due scafisti a bordo, che ripetutamente tentava di sfuggire alla cattura con manovre estremamente pericolose.
Vistosi preclusa ogni via di fuga verso il largo, i due scafisti si dirigevano quindi, a forte velocità, verso terra, riuscendo a raggiungere la costa nei pressi della località di Torre Vado (a circa 30 km da Gallipoli), abbandonando il gommone e cercando di darsi alla fuga nella macchia circostante.
Immediate le ricerche a terra da parte dei Finanzieri, coordinate da un elicottero del Corpo, che riuscivano ad individuare ed arrestare uno scafista, un albanese di 25 anni, residente in Italia; sono in corso le ricerche del complice.
I 45 clandestini, di nazionalità afgana ed irachena, di cui 39 uomini, 4 bambini e 2 donne, tutti in buone condizioni di salute, sono stati condotti dai Finanzieri presso il Centro “Don Tonino Bello” di Otranto, ove sono in corso le operazioni di identificazione.

 

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