Si è tenuto nel pomeriggio l’esperimento giudiziale disposto dalla Corte d’Assise d’Appello di Lecce nell’ambito del processo per fare luce sull’omicidio dell’imprenditore del settore vinicolo Antonello De Santis, assassinato il 14 marzo 2005, lungo la strada che collega Copertino a Nardò.

Il corpo dell’uomo fu rinvenuto nella parte posteriore di un furgoncino bruciato. La vittima era stata ripetutamente colpita con un’accetta e il corpo arso vivo. Già in primo grado è stato condannato a 24 anni di carcere Vito Nestola, il pensionato 63enne originario di Copertino, che avrebbe assassinato De Santis a causa di contrasti legati alla cessione dell’azienda vinicola. Il procuratore generale Giuseppe Vignola, ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado. L’esperimento, effettuato in presenza del procuratore generale, dei giudici e dei legali, doveva verificare distanza e tempo di percorrenza tra lo stabilimento e il luogo del ritrovamento del cadavere, in località contrada Cornula, nei quattro possibili percorsi compiuti dall’assassino, per capire se, nel lasso di tempo a sua disposizione, circa quindici minuti, sia stato possibile per l’imputato colpire la vittima, raggiungere il luogo del ritrovamento del cadavere e dare fuoco al furgone“. I risultati saranno depositati tra dieci giorni, mentre per il 12 marzo è attesa la sentenza.

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