Non è che prima non si potesse, ma le risposte avute con il Siena e da Siena mettono il Lecce nella condizione di sperare con maggior convincimento. Quindi che si “debba” sperare è un obbligo, che si “possa” raggiungere il risultato è una speranza concreta a patto che si continui sulla strada intrapresa.

Bisogna stare attenti a non considerare la partita con il Siena come quella risolutrice di tutti i dubbi e perplessità che questa squadra si porta dietro dall’inizio del campionato perché anche con il Siena abbiamo visto errori banali, passaggi sbagliati, centrocampo restio a fornire con decenza le punte, almeno nel primo tempo. Ma, pur con questi aspetti negativi che facevano temere il peggio, sono emersi due elementi che da soli sono stati in grado di “ribaltare” completamente il risultato; certo anche gli altri non sono stati a guardare, ma sono stati “letteralmente trascinati” dalle prodezze dei due colombiani. Quanto fatto da Muriel e Cuadrado non si vede con frequenza nei campi di calcio. L’azione di Muriel, propiziatoria del rigore, è dovuta solo ed esclusivamente alla classe ed alla fantasia del giocatore in grado di saltare ben quattro senesi (ad uno dei quali rifilando anche un tunnel); l’azione di Cuadrado trova riscontro negli anni passati (Weah con il Milan contro il Verona o Baggio con l’Inter contro il Napoli) ma è anche frutto di grande freschezza atletica e di “pazzia” tecnica. Cosmi, euforico per la vittoria, ha affermato che questi due ci trascineranno alla salvezza ammettendo, sia pure involontariamente, che questi due hanno qualcosa in più degli altri e, proprio per questo, vanno disciplinati sì ma non “ingabbiati” in schemi di gioco che potrebbero rappresentare dei vincoli ed un freno alle loro grandi capacità.
Il Siena, oltre a fornirci l’opportunità di avvicinarci, azzerando almeno la differenza reti, ci ha fornito su un piatto d’argento, con la sua sconfitta contro il Catania, la possibilità di essere ad un tiro di schioppo essendo ormai nelle vesti di una preda braccata. Ma il cacciatore dovrà sempre stare attento a mirare giusto e nel momento propizio, non potrà distrarsi alla ricerca di altre prede perché tanto non ci sono; preda non sarà il Bologna, non sarà l’Atalanta, non sarà il Chievo, non sarà il Catania ma potrà esserlo qualche squadra imprevista che incappi nella giustizia sportiva, ma questo è un altro discorso!
A Cagliari, ovviamente, non sarà facile e di questo dovranno essere convinti i calciatori; il Cagliari è una squadra un po’ discontinua, non segna molto (solo 22 reti, quattro meno del Lecce) ma non subisce molto (24 reti a fronte delle 39 del Lecce), ha un centrocampo solidissimo, come constatato a Lecce, con Conti, Nangolan e Cossu, ma ha migliorato il suo potenziale offensivo con l’acquisto di Pinilla, vero predatore delle aree di rigore; può darsi che il Cagliari faccia montare una guardia speciale a Muriel e Cuadrado così come è possibile che dall’alto dei suoi 31 punti non prema a tavoletta sull’acceleratore pensando ai contropiedi del Lecce; se il pari dovesse andar bene a loro, a maggior ragione, in questo momento, andrebbe bene a noi che potremmo migliorare il nostro rendimento casalingo ospitando successivamente il Genoa, squadra che fuori casa, almeno per adesso, fa solo “ridere”.
Come si vede, da adesso in poi, bisogna giocare con le gambe ma anche con il cervello; bisogna mantenere continuità nei risultati e bisogna evitare il più possibile i passi falsi che potrebbero pregiudicare il prosieguo di campionato. Non credo che il Siena avrà con il Palermo partita facile, anzi penso che quella partita possa farla “incartare”, ma auspico che contro il Cagliari si tengano aperti sempre entrambi gli occhi. L’occasione è propizia e speriamo la si possa sfruttare al meglio.

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