Foto Antonio CastelluzzoA pochi mesi di distanza  – dichiara il Pd di Lecce – assistiamo alla  replica da parte dell’Aqp di un atteggiamento francamente inaccettabile con il quale vengono colpite migliaia di famiglie con la minaccia del taglio dell’erogazione dell’acqua

con l’obiettivo di risolvere il contenzioso relativo al recupero delle somme non pagate.
Lo abbiamo detto direttamente ai responsabili dell’Aqp che abbiamo appositamente incontrato, lo ripetiamo oggi: giudichiamo intollerabile la politica di scaricare sulle famiglie incolpevoli il costo insopportabile della sospensione di un servizio quale quello dell’acqua.
Pensare, infatti, di sospendere la fornitura dell’acqua a circa 3000 famiglie della nostra città vuol dire non rendersi conto delle ricadute pesanti di natura sociale che provvedimenti di questo tipo inevitabilmente innescano, in un quadro già segnato da una difficoltà molto dura per i ceti più deboli colpiti da una crisi economica tra le più gravi del dopoguerra.
L’invito pressante che come Pd rivolgiamo a AQP è quello di fermarsi, evitando di mettere in atto
gli annunciati tagli dell’acqua che avrebbero come conseguenza certa quella di creare una situazione di emergenza igienico-sanitaria nella nostra città, che colpirebbe innanzitutto anziani, minori, persone disabili, in poche parole a pagare sarebbero ancora una volta le fasce più indifese della popolazione.
Il Pd – convinto che l’acqua è un bene primario e che gli inquilini delle case popolari già svantaggiati devono pagare il giusto ed il dovuto – sin dallo scorso 18 ottobre, con una interrogazione urgente del V.Presidente Maniglio, ha sollecitato l’AQP alla remissione delle fatture con l’indicazione della lettura dei contatori al 31.12.2006 ed i metri cubi per i quali si chiede il pagamento, al fine di consentire il puntuale controllo da parte degli inquilini e dei loro rappresentanti (amministratori e/o responsabili di autogestione).
I rappresentati del Pd nelle istituzioni chiedono ad AQP una moratoria per almeno tre mesi, perché attraverso una sospensione – limitata nel tempo – delle bollette si possa istituire un tavolo tecnico in Prefettura e ricercare la soluzioni definitiva all’annoso problema.
Chiediamo sia a Vendola che a Perrone, anche nella sua qualità di Presidente dell’Autorità idrica pugliese, di intervenire a sostegno di questa nostra proposta.
Al Sindaco diciamo che non basta la semplice lettera ad Aqp, lo sollecitiamo ad annunciare  l’adozione di ordinanze urgenti ed indifferibili di riapertura dei rubinetti se Aqp dovesse compiere la scelta nefasta di chiusura dell’acqua.
In tal senso saranno adottate le iniziative istituzionali utili da parte degli eletti del Pd ad ogni livello.

Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, risponde all’appello lanciatogli dagli esponenti del Partito Democratico:”Mentre il Pd propone la convocazione di un tavolo in Prefettura, io ho già chiesto un incontro urgentissimo a Massimiliano Bianco, Direttore Generale di Acquedotto Pugliese, concordato in seguito alla lettera che ho inviato a lui e a Ivo Monteforte, Amministratore Unico di AQP (che non sarà presente per impegni già programmati). Mi fa piacere che, almeno in questa vicenda (che interessa circa tremila famiglie), il centrosinistra dimostri buon senso e vada nella nostra stessa direzione. Certo, la tempistica non sembra proprio coordinata. Il Pd convoca una conferenza stampa per chiedere un tavolo in Prefettura e annuncia di portare un ordine del giorno in consiglio regionale quando io – da sindaco e da presidente dell’Autorità Idrica pugliese – ho già in programma un confronto con i vertici di AQP, volto a trovare una soluzione ed evitare la sospensione della fornitura idrica alle famiglie morose e impossibilitate a saldare il proprio debito. Sono in costante contatto anche con gli amministratori condominiali delle autogestioni e i sindacati. Ben venga la proposta di un tavolo in Prefettura, ma io ho fatto già un passo avanti. Mi auguro che anche il governatore Vendola, cui consiglieri comunali e regionali del Pd hanno rivolto lo stesso invito all’impegno, si adoperi concretamente. Queste sono battaglie comuni e, soprattutto, non hanno colore politico”.