foto A. CastelluzzoAlla fine la diplomazia di Gabellone, nuovo coordinatore del Pdl provinciale, ha avuto la meglio sugli intenti disfattisti della Poli Bortone e, nonostante Pagliaro ha cercato di dirglielo con i fiori, la senatrice sembra propendere verso l’accordo con il centrodestra, Perrone incluso

Eppure le condizioni che la senatrice aveva posto per un suo ritorno nella coalizione di centrodestra erano state chiare: Perrone faccia un passo indietro. La senatrice ne ha fatto una questione di principio; quella “creatura politica” che lei stessa aveva creato qualche anno fa, deve pagare l’arroganza con cui in seguito l’ha “cacciata” dalla Giunta. Quale miglior occasione se non con le imminenti elezioni amministrative, per giunta a rischio per il centrodestra, dopo le note vicende nazionali e il malcontento locale? E soprattutto con il rischio, ragionato più volte dalla compagine di centrodestra, di un ricompattamento del centrosinistra in vista di una possibile vittoria. E con l’Udc che appoggia la Capone, dall’altra parte si rende necessario “reclutare” alleanze.

“Con io Sud si può dialogare”, ha più volte dichiarato il segretario Gabellone; ma nel dialogo Perrone doveva rimanere, per volontà dell’ex ministro Fitto che da sempre riconosce nel sindaco uscente il miglior candidato di centrodestra. E sembra ci sia riuscito; le ultime voci di corridoio parlano di un rientro di Io Sud nella compagine dei partiti di centrodestra, regalando di fatto la vittoria morale e non solo all’entourage fittiana e del sindaco Perrone. Così la senatrice non rischia l’isolamento politico ma la sua credibilità sarebbe compromessa. E’ nota, infatti, la sua ormai totale intolleranza a Perrone, al suo governo e al suo operato, con il quale, tuttavia, rischia di tornare a collaborare. Sempre che i leccesi, come la politica, abbiano la memoria corta.

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