Sarebbe stata una “polmonite interstiziale e batterica, complicata ulteriormente da sovrainfezione da miceti patogeni” ad uccidere il piccolo Luca Monsellato, morto a soli 4 anni, il 20 ottobre scorso.

A scriverlo sono i medici legali Alberto Tortorella e Leopoldo Ruggiero, che hanno eseguito l’autopsia sul corpicino del bimbo. Non solo. A peggiorare il quadro clinico sarebbe stata la grave malnutrizione, della quale gli stessi medici non sono in grado di datare l’esordio. Malnutrizione che- scrivono gli specialisti- avrebbe favorito “l’infausta evoluzione del quadro infettivo responsabile del decesso”.

In buona sostanza la consulenza sembra confermare a pieno quanto inizialmente ipotizzato dal sostituto procuratore Alberto Santacatterina, titolare del fascicolo, che ha iscritto i genitori del piccolo, l’omeopata Marcello Monsellato e la moglie Giovanna Pantaleo, entrambi residenti a Miggiano, sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Sembrerebbe invece esclusa la responsabilità dei sanitari del Panico di Tricase (un pediatra, un rianimatore e un medico del pronto soccorso) assistiti dagli avvocati Luigi Covella e Donato Mellone, che prestarono i primi soccorsi al piccolo, giunto- si legge nella consulenza- “in arresto cardiaco respiratorio non risolto nonostante le protratte manovre di rianimazione comunque messe in atto” dagli specialisti di quella struttura.

Era l’alba di un giovedì mattina di fine ottobre quando i genitori del piccolo Luca, oggi assistiti dall’avvocato Alfredo Cardigliano, condussero il figlioletto presso il pronto soccorso del nosocomio tricasino. Il bimbo stava molto male. La madre riferì di avergli fatto bere una tisana al finocchio, perché il piccolo non riusciva a dormire. Ma la situazione apparve subito piuttosto grave. Al suo arrivo in ospedale, a detta dei medici che intervennero, il piccolo Luca presentava ecchimosi sulle gambe, era smagrito e debole a causa di una polmonite, che durava da giorni e che il padre avrebbe curato con la medicina alternativa.

Ora la consulenza è al vaglio della procura che, a breve, dovrebbe chiudere il caso.

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