‘Processo’ a Gheddafi, con Alfredo Mantovano nel ruolo del giudice, Anna Finocchiaro nelle vesti del Pm dell’accusa e Maurizio Paniz difensore del colonnello che fu al vertice del regime libico per 42 anni prima di essere ucciso, il 20 ottobre scorso.

Accadra’ a Lecce il prossimo 24 marzo costituira’ l’appuntamento finale della sesta edizione di “Sfide culturali e politiche”, iniziativa che si e’ aperta ieri e che ogni anno Mantovano ripropone con il sostegno di realta’ politico-culturali di rilievo nazionale come la Fondazione Nuova Italia, la Fondazione Magna Carta e Alleanza Cattolica. ”Muammar Gheddafi non ha potuto avere un regolare dibattimento, un processo secondo le leggi. Da qui l’idea di celebrarne uno ex post per sostituire quello che si sarebbe dovuto concludere al Tribunale dell’Aja”, dice all’Adnkronos Alfredo Mantovano, ribadendo ”le perplessita’ che erano state espresse nel momento in cui ha avuto inizio la missione italiana in Libia” nell’ambito di un’operazione multinazionale che ”per il nostro Paese ha avuto alla fine un bilancio complessivo negativo. Una conferma che le riserve non erano infondate e che ci sono state piu’ ombre che luci”. ”L’intento non e’ quello di celebrare il processo che Gheddafi non ha avuto, sarebbe velleitario. L’obiettivo dell’iniziativa -spiega Mantovano- e’ far emergere, con l’aiuto di politici che hanno gia’ indossato la toga, le contraddizioni di un personaggio con cui l’Italia ha avuto a che fare, con fasi alterne, per decenni”.
Il ‘processo’ a Gheddafi costituira’ l’epilogo della sesta edizione di “Sfide culturali e politiche”, l’iniziativa che ogni anno a Lecce l’ex sottosegretario all’Interno ripropone con il sostegno di associazioni e fondazioni a lui vicine.

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