Si sarebbe dovuto aprire oggi davanti al tribunale monocratico di Maglie uno dei processi che vede coinvolta la celebre Ruby “Rubacuori”, ma tutto è stato rinviato perché lei, che in questo caso figura come presunta parte offesa, non è stata avvisata.

Se ne è accorto il suo legale Tony Indino che, in mattinata, ha chiesto ed ottenuto un rinvio.

I fatti risalgono al 13 marzo scorso, quando la ragazza fu invitata a fare l’ospite in una serata organizzata nel locale “Tempo zero” di Maglie. Nel programma stilato dagli organizzatori, Ruby avrebbe dovuto intrattenersi a cena con gli ospiti, e poi fino a notte con altre persone, giunte per il dopocena.
Ma la ragazza arrivò con estremo ritardo, creando non pochi problemi a gestore e proprietario del locale. Subito le fu comunicato che il suo cachet sarebbe stato ridotto da 10mila a 5mila euro. Cosa che avrebbe fatto infuriare la giovane donna. Da qui non tardarono ad arrivare le querele che hanno dato vita a due distinti processi. Uno vede la ragazza imputata con l’accusa di minaccia e ingiuria nei confronti del gestore Mino Brandolino, assistito dall’avvocato Francesca Conte: Ruby lo avrebbe aggredito verbalmente, senza tralasciare riferimenti all’ex premier ed ai guai che si sarebbero abbattuti sul manager se non avesse mantenuto le promesse. L’altro, che si sarebbe dovuto aprire oggi, vede imputato invece il proprietario del locale Silvano Turco. L’uomo, assistito dall’avvocato Giancarlo Vaglio, avrebbe cercato di “tranquillizzarla” con insulti e minacce: “Se chiamo i buttafuori- avrebbe detto- non ve ne uscite vivi”. Ora entrambi i processi saranno celebrati, davanti al tribunale monocratico di Maglie, il 15 giugno prossimo.

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