Adesso è facile sostenere che la Roma di Siena non era la solita Roma; che qualcuno dei suoi campioni non era in serata, che ai toscani è stato concesso un calcio di rigore assai dubbio per cui il Siena ha avuto vita facile.

Non penso sia così! Penso piuttosto che il prossimo avversario del Lecce abbia giocato una buona partita, un’ottima partita, interpretata con attenzione e qualità, gestita perfettamente dalla sua panchina. Il Siena non è stato soltanto intenso, autorevole, umile e operaio: la sua complessiva organizzazione di gioco ha ridotto la Roma al ruolo di comprimaria concedendole la miseria di un solo tiro in porta in novanta minuti.
Dico questo perchè si metta in conto che domenica al Via del mare si presenterà un avversario solido, in salute ed intelligente. E’ chiaro che il Lecce dispone degli strumenti giusti per disarticolare i meccanismi senesi, ma la questione di fondo è la capacità di farli funzionare al meglio, cosa questa che nella partita di Bergamo si è vista molto poco.
Prendiamo atto che la fase difensiva dei giallorossi si è assestata su un buon livello ( vogliamo dire ottimo? Diciamolo pure), ma nella condizione di classifica in cui si trova il Lecce, e alla luce dei recenti rendimenti  delle dirette trivali, la impermeabilità difensiva disgiunta dalla incisività penetrativa in attacco conduce alla conquista, ordinariamente, di un solo punto a partita, cosa che in sostanza non cambia la precarietà della attuale situazione. E allora ?
E allora occorre assumere una decisione coraggiosa pur nella consapevolezza che ciò comporta qualche rischio: mettere cioè le punte in condizione di gestire palloni giocabili in quantità maggiore rispetto a quanto di recente si è visto. In linguaggio spicciolo ciò significa che si rende necessario l’utilizzo di un trequartista distributore di palle ficcanti, un inventore del passaggio decisivo. Va messo in conto che questa soluzione impoverirebbe il filtro di centrocampo e di conseguenza il trio di difesa sarebbe maggiormente esposto alle folate avversarie, e qui sta il rischio.
Ma d’altro canto un punto a partita non garantisce, purtroppo, il raggiungimento della quota salvezza per cui prenderne uno contro il Siena o non prenderne alcuno non fa gran differenza; costi quel che costi è necessario puntare al risultato pieno, magari con decisioni coraggiose quandanche rischiose.

 

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