18 ore al freddo e al gelo sull’intercity diretto a Lecce. L’ennesima Odissea sui binari di passeggeri leccesi si è conclusa dopo un viaggio estenuante, dopo ore d’attesa trascorse nella stazione di Bologna, in attesa di un treno che li riportasse a casa.

La stazione della città felsinea, da giorni sotto la neve, è straripante di gente e non si riesce neppure a camminare: passeggeri ammassati nei sottopassaggi, nei corridoi, nel piazzale delle biglietterie, tutti in cerca di un posto per ripararsi dalla neve e dal freddo siberiano.
Quando i passeggeri riescono a salire sul primo treno diretto a Sud, c’è gente che urla, persone per terra, bambini che piangono infreddoliti e spaventati, come i genitori, che temono di dovere scendere nuovamente a terra. Il convoglio è strapieno, i disagi non mancano: non si riesce neppure ad andare in bagno.
Nel capoluogo barocco, l’intercity arriva dopo 18 ore di viaggio, senza che passasse mai un controllore; solo a Foggia, un ragazzo del bar sale a bordo per distribuire acqua e crackers.
Questo, come racconta chi su quel treno c’è stato, l’unico episodio di “umanità” in un viaggio-incubo. L’ennesimo, sui binari italiani.

 

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