Torneranno a protestare, ancora una volta, di fronte ai cancelli della pista Prototipo di Nardò. Domani mattina, a partire dalle 9.30, i 15 ex collaudatori delle cooperative Italian Job e All Service saranno di nuovo lì.

“Ci eravamo lasciati il 9 gennaio in occasione dell’ultimo tavolo presso la task force regionale- spiega Salvatore Stasi dei Cobas-. In quella occasione, più di qualcuno, sebbene avesse fatto poco o niente per la risoluzione o addirittura si era defilato scaricando le legittime istanze dei lavoratori, aveva dato per risolta la vicenda. Certamente non chi scrive e i lavoratori, i quali, memori delle precedenti negative esperienze, sono andati molto cauti ed attendevano i fatti. Fatti che, guarda caso, a distanza di un mese e mezzo non ci sono”.

È in quell’occasione, infatti, che si è puntato tutto su “Copat”, l’azienda a cui la Ntc, che gestisce la pista neretina, avrebbe dovuto concedere l’appalto per il cosiddetto “accumulo chilometrico”. Cioè, i collaudi, che attualmente la Nardò Technical Center faticherebbe a coprire con il personale interno, avrebbero dovuto essere affidati all’azienda torinese che si occupa di automotive e componentistica, già partner di Fiat, Lancia, Alfa Romeo e con ramificazioni in Puglia. Da parte sua, però, Copat dovrebbe attingere la forza lavoro dal bacino dei 15 collaudatori attualmente in cassa integrazione. Questo, almeno, stando agli accordi sottoscritti a Bari nel mese scorso. Ma “rispetto a tutti gli impegni formali e sostanziali (compresi la rinuncia ad azioni di lotta e giudiziarie) presi nel citato tavolo, solo la scrivente ed i lavoratori hanno adempiuto ed in tempi rapidissimi”. Questa è la denuncia dei Cobas. Di ritorno al lavoro, neanche in lontana prospettiva, invece, a quanto pare non se ne parla. Per questo il sindacato ha scritto già due volte al Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, oltre che alla task force regionale. “Nessuno si sogni- continua Stasi- di addebitare a noi la rottura delle trattative. Ma c’è di peggio e di più in questa direzione e al riguardo dell’intera vicenda. E’ di questi giorni, quindi in piena fase di trattativa, la notizia che un elemento di destabilizzazione della trattativa stessa (anche questo un film già visto!) è stato immesso: componenti di una organizzazione sindacale hanno denunciato per diffamazione due lavoratori ex collaudatori che avevano pubblicamente denunciato da tempo immemore le loro condizioni di lavoro e il fatto di essere stati scaricati e buttati sul lastrico. Ogni commento è superfluo. Inoltre, è di questi giorni la notizia giornalistica che la Porsche-Volkswagen sta per investire nella Pista di Nardò. La cosa è certamente interessante ma quello che deve essere chiaro è che nessun passaggio può essere fatto sulla pelle dei lavoratori in generale, ed in particolare sulla pelle degli ex collaudatori. Per essere ancora più chiari e come avviso ai naviganti, nell’eventuale pacchetto del passaggio deve essere assolutamente compresa la soluzione di questa pluriennale vicenda”.

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