Nel primo pomeriggio del 26 agosto 2010 un testimone, tornando dal lavoro, tra le 14 e le 14.20, alla guida della sua auto e arrivando vicino al campo sportivo di Avetrana, vide uscire veloce da una strada sulla sinistra la Opel Astra di Cosima Serrano, diretta verso il paese, seguita da un furgone blu.

Il conducente dell’auto, secondo il teste, fece una manovra strana, tanto che lo stesso teste impreco’, mentre la Opel Astra si allontanava. E’ quanto ha dichiarato in aula, al processo dinanzi alla Corte di Assise per l’omicidio di Sarah Scazzi, lo stesso testimone, Donato Massari, padre di una ragazzina compagna di scuola di Sarah. Massari ha riferito anche che il 4 settembre 2010 Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri si recarono a casa sua e lui riconobbe nella loro Opel Astra la stessa auto vista il 26 agosto precedente, tanto che la moglie decise di fotografare la vettura. Le due donne chiesero di parlare con la figlia di Massari per sapere se fosse a conoscenza di qualcosa su Sarah, che era scomparsa. La deposizione del teste, citato dalla Procura, e’ legata, per l’accusa, al presunto sequestro di persona di Sarah da parte di Cosima e di sua figlia Sabrina Misseri il giorno del delitto. Dopo due-tre giorni dalla prima visita, Cosima – ha aggiunto il teste – torno’ a casa di Massari dicendo che si era recata dai carabinieri denunciando che un suo nipote aveva visto una persona con furgone bianco prendere Sarah, e chiedendo allo stesso Massari di dire agli investigatori che il furgone visto il 26 agosto era bianco e non blu. Dopo alcuni giorni Massari ricevette un’altra visita da Sabrina Misseri, sempre in relazione alla scomparsa di Sarah.