Senza sosta le verifiche dei carabinieri finalizzate al contrasto del lavoro in nero. In particolare, nel corso dell’ispezione in una azienda specializzata nella produzione di accessori metallici, gli ispettori del lavoro e i militari del NIL, insieme ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia

Carabinieri di Casarano e della Stazione di Ruffano, hanno identificato sei dipendenti “in nero” che operavano quindi senza alcuna copertura previdenziale e assicurativa. Per questo motivo gli ispettori e i carabinieri hanno notificato al responsabile legale dell’azienda il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di personale in nero in misura superiore al 20% di quello regolarmente occupato. La ripresa della produzione è stata quindi subordinata al pagamento di una sanzione pecuniaria e alla regolarizzazione “ora per allora” del personale in nero. Sono tuttora in corso gli accertamenti da parte della Polizia Giudiziaria volti a stabilire se nel periodo di occupazione in nero i lavoratori, con la complicità del datore di lavoro, abbiano percepito prestazioni economiche erogate dall’INPS a titolo di indennità di disoccupazione, cassa integrazione e mobilità, nel qual caso scatterebbe in automatico la denuncia all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi del reato di truffa aggravata ai danni di Ente Pubblico. Le posizioni dei singoli lavoratori, anche di quelli regolarmente assunti, sono al vaglio degli inquirenti, per stabilire se vi sono state altre violazioni della normativa sul lavoro e della legislazione sociale, con particolare riferimento al superamento dell’orario di lavoro e a prestazioni di lavoro straordinario retribuito fuori busta.  L’importo delle sanzioni al momento accertate dalla Direzione Territoriale del Lavoro è di 25.152,00 euro, mentre i verbali redatti saranno trasmessi per competenza alla G.d.F., all’INPS e all’INAIL, per la conseguente applicazione delle sanzioni di natura fiscale e tributaria relativa alle retribuzioni in nero corrisposte, nonché per il recupero in via civile dei contributi e dei premi dovuti, maggiorati delle sanzioni previste dalla legge.
Un’altra operazione è stata messa a segno dai militari del NIL in collaborazione con i colleghi dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Lecce. In un pubblico esercizio del capoluogo molto frequentato anche nelle ore notturne, a seguito di due distinti accessi ispettivi effettuati a distanza di qualche giorno, i militari hanno accertato che il titolare occupava ben cinque lavoratori in nero da più di un anno. Grande sorpresa ha destato negli operanti quanto verificato dall’esame della situazione storica dell’azienda ispezionata: la stessa non risulta aver mai occupato alcun dipendente prima dell’accesso ispettivo. Se a tale circostanza si aggiunge il fatto che del titolare, studente universitario, è stata accertata la completa estraneità alla gestione di fatto dell’attività, si percepisce ancora meglio la gravità della situazione di illegalità accertata dai Carabinieri. Naturalmente all’azienda è stato notificato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per aver occupato personale in nero in misura superiore al 20% (in questo caso la percentuale è addirittura del 100%). Sono state diciassette le violazioni amministrative comminate, inerenti la cosiddetta “maxi sanzione per lavoro nero”, istituzione e tenuta del Libro Unico del Lavoro, la mancata consegna della lettera di assunzione ed altro, per un totale di 20.050,00 euro, mentre consistente si preannuncia il recupero  da parte dell’INPS e dell’INAIL di Lecce dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi evasi. I verbali anche in questo caso saranno trasmessi per competenza alla G.d.F.. 
I controlli congiunti all’Arma Territoriale continuano anche nell’ambito della convenzione stipulata dal Ministero del Lavoro con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che sancisce una crescente sinergia fra gli uffici periferici del suddetto Dicastero e i Comandi Territoriali dell’Arma, al fine di meglio coordinare e ottimizzare gli interventi sul territorio, garantendo così un sempre più alto standard di legalità sui luoghi di lavoro.

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