Foto Francesco MoscagiuliLe pietre pugliesi rivivono interpretate in una declinazione assolutamente inedita. La sperimentazione si concentra sulle superfici e crea percorsi che sfruttano le sfumature, gli spessori e il gioco tra la materia grezza e quella lavorata in una continua mutevolezza

, nella quale ogni percorso è dedicato a uno dei bacini estrattivi della Puglia.

La nuova vita del lapideo pugliese, il suo spirito mutante, passa, per le mani di chi con la pietra lavora, crea, sogna. La mostra narra della produzione ed estrazione dei materiali lapidei in terra di Puglia e, nelle pagine leccesi, lo fa attraverso gli occhi di artisti di fama internazionale, fotografi che hanno fatto della loro capacità di riprendere gli spazi e le strutture un punto di riferimento importante per la propria ricerca: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Ferdinando Scianna, chiamati dalla Regione Puglia a compiere un viaggio inedito in Puglia, un viaggio tra le pietre e i monumenti.

Una mostra entusiasmante che non lascia spazio a vuoti alcuni, ma che, anzi, racconta e sventra una realtà cara al nostro territorio e alla Regione Puglia, una realtà che parla di una storia antica come le nostre origini, una storia su cui è seduto il passato mentre si scolpisce il presente e il futuro.

L’anticipazione leccese, voluta fortemente dalla Regione Puglia, in collaborazione con lo Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese, coordinato dal Servizio Internazionalizzazione, chiude oggi in bellezza portando in scena, nella suggestiva saletta del Chiostro del Duomo, un dibattito di altissimo profilo incentrato sull’incontro meraviglioso che vede dialogare il mondo delle attività produttive con la sensibilità di chi immagina e crea attraverso il linguaggio specifico dell’arte.
Tra i volti noti in sala, seduti al tavolo dei relatori, la vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone, madrina e ferma sostenitrice della tappa leccese, Massimo Alfarano, Assessore alla Cultura Comune di Lecce, Giorgia Marrocco della direzione Pimar di Cursi, Mauro Lazzari di Metamor – architetti associati, Toti Carpentieri, critico d’arte,  e Luigi De Luca, direttore Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce.
“In questi giorni la Regione Puglia – afferma la vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone – ha approvato in Commissione la legge sulle attività estrattive. Si tratta di una legge importante che parla di sanzioni come di recupero, di opportunità ma anche di impegno territoriale. La pietra è una risorsa, una ricchezza e noi non possiamo prescinderne. Bisogna, però, rendere compatibile l’attività estrattiva con l’ambiente, con il territorio, bisogna evitare, cioè, che un’opportunità di sviluppo si trasformi in un danno inferto allo sviluppo stesso. Se questa cultura non la si favorisce, non la si diffonde nelle scuole, nelle università, tra i giovani, se non la si matura sin dall’inizio, tutto allora risulterà slegato e faremo un grande passo indietro.
Le cave, il territorio, l’ambiente, la pietra, l’arte, la creatività – conclude Loredana Capone – sono figli della stessa madre e devono assolutamente riconoscersi, sentirsi vicini. Solo se questo collegamento è visto anche dagli amministratori pubblici allora la comunità ne potrà avere ricchezza, diversamente, ci saranno sempre e soltanto le occasioni del minuto per favorire la ricchezza di qualcuno ma non si creerà sviluppo complessivo”.