Aveva dilapidato tutto il proprio patrimonio in cocaina, fino a riscontrare un debito di 5000 euro dal proprio spacciatore e per questo ne è poi diventato la vittima di una serie di episodi di estorsione.

E’ successo a Seclì, dove i carabinieri della Compagnia di Gallipoli, assieme alle forze delle stazioni di Aradeo e Nardò, hanno arrestato alle prime luci dell’alba Torquato Epifani, 34enne residente a Parabita e Maurizio Blandini, 41enne di Seclì, già noti, entrambi con l’accusa di estorsione a mano armata. Su Epifani inoltre, pende l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti essendo il pusher della vittima.

 

Secondo  le ricostruzioni, l’uomo, un 46enne di Seclì entrato nel giro della droga, sarebbe arrivato a spendere tra l’ottobre 2009 e il maggio 2010, fino a 40.000 euro per acquistare dosi di cocaina da Epifani, dilapidando completamente il proprio patrimonio e i risparmi di una vita. Della somma totale infatti, 30.000 erano destinati ad un mutuo per la ristrutturazione della casa con cui vive con la moglie, mentre altri 10.000 euro gli sarebbero stati dati da familiari e finiti puntualmente per l’acquisto di ingenti dosi di cocaina, fino a dieci da 5gr l’una al giorno, spendendo anche 1500 euro tutte in una volta.

Pur essendo rimasto senza soldi, la vittima avrebbe provato ancora a comprare la droga da Epifani, arrivando a contrarre il debito di 5000 euro. Lo spacciatore, resosi conto che la vittima non poteva pagare, ha perciò iniziato a minacciarlo dapprima verbalmente e poi passando ai fatti. Avvalendosi dell’aiuto di Blandini, Epifani nell’agosto 2010, lo coglie di sorpresa nell’officina del complice a Seclì e lo picchia con una spranga di alluminio al fine di minacciarlo. Dopo le percosse, sotto la minaccia di un fucile a canne mozze e di un coltello a serramanico puntato alla gamba sull’arteria femorale, gli viene intimato di non raccontare a nessuno dell’accaduto. 

Nei mesi successivi la vittima sarebbe stata ancora minacciata da Epifani verbalmente, fino all’agosto 2011, quando la sua auto viene incendiata da ignoti. A quel punto è il 46enne stesso che decide di denunciare i fatti ai carabinieri, che danno avvio alle indagini concluse questa mattina con l’arresto di Blandini ed Epifani. I due sono stati condotti in carcere e dovranno rispondere delle accuse di spaccio di sostanze stupefacenti (solo Epifani) e di estorsione a mano armata, mentre non sono ancora ritenuti responsabili dell’incendio dell’autovettura della vittima che è ancora a carico di ignoti.

In mattinata sono stati poi sequestrati due colpi calibro 9 detenuti illegalmente nell’officina di Blandini a Seclì e un coltello a serramanico che lo stesso Blandini impugnava quando i carabinieri sono giunti presso la sua abitazione per arrestarlo.

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