Foto Antonio CastelluzzoÈ una doccia fredda per i lavoratori addetti al servizio di trasporto dei malati oncologici. La nota inviata oggi ai sindacati dal Direttore generale della Asl, Valdo Mellone, non lascia spazio a molte speranze. Non verranno riconfermati, così come sono, tutti i contratti in scadenza dei 100 operatori.

La Regione non paga e la Asl non può affrontare altre spese. Mellone è chiaro. Dopo l’occupazione del tetto del Polo Giovanni Paolo II a dicembre, dopo le proteste di gennaio, dopo gli impegni sviolinati da politici e istituzioni, la realtà è una sola: niente è stato messo nero su bianco, le proroghe al servizio, fino a fine febbraio, espongono l’azienda sanitaria a costi eccessivi. “La problematica non ha trovato soluzione a livello regionale, non c’è alcuna decisione definitiva- scrive il numero uno di via Miglietta- ed è evidente che tale situazione di proroghe successive, pur essendo stata di volta in volta concertata informalmente con la Regione, espone l’azienda alla responsabilità per assunzione di oneri non autorizzati e lascia in condizione di insostenibile incertezza i pazienti. L’Azienda deve prioritariamente garantire la continuità del servizio nell’interesse degli utenti; solo a margine di tale interesse istituzionale può e deve occuparsi delle prospettive lavorative degli addetti”. Insomma, “così stando le cose e salvo diverso orientamento regionale”, nel corso di febbraio la Asl “procederà al trasferimento dei casi in trattamento alle associazioni di volontariato ed alle organizzazioni professionali che hanno dichiarato la loro disponibilità e che già intrattengono un rapporto di collaborazione convenzionale con la Asl”. Cioè, i casi trattati dai cento operatori verranno trasferiti alle onlus. Sì, ma quali? Si privilegerà “in forma assoluta, a parità di qualità della prestazione, quelle organizzazioni che hanno manifestato la loro disponibilità all’assorbimento del personale cessante”. Tra queste non c’è la Lilt, i cui operatori svolgono attività solo in forma gratuita. Ad aver dato il proprio assenso, invece, dovrebbero essere l’Ail, l’Ant e l’Associazione di oncoematologia pediatrica. Certo, non tutti e 100 gli operatori potranno essere assorbiti. A rischiare di più, a partire dal 1 marzo, sono i 50 autisti, che andrebbero riqualificati, al contrario dei 50 Oss che sono già in possesso dei titoli, per cui possono essere impiegati anche nei reparti.

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