Il Lecce si ferma a Udine dopo aver disputato una partita che ha tenuto sulla corda  fino all’ultimo minuto di gioco la squadra friulana accreditata dei pronostici più favorevoli. Non una splendida partita, quella dei salentini, ma certamente una buona partita.

Comincia male la partita del Lecce: Di Natale batte da fermo dalla tre quarti sinistra, Pazienza è lì a raccogliere di testa, completamente ignorato ed indisturbato, il gol è di semplice realizzazione, e sono trascorsi solo 80 secondi di gioco.
Sarà che il lecce stenta ad entrare in partita, sarà che l’Udinese gioca di fino, diciamo alla sua maniera, fatto è che la partita è a senso unico almeno per i primi dieci minuti. Si muove bene Muriel, incisivo, come al solito rapido e funambolo, ma poco assistito; Brivio è in difficoltà assillato da Basta che si concede ficcanti incursioni lungo la fascia di competenza. Ma il Lecce sta crescendo, assume l’iniziativa, costringe i friulani ad arretrare il baricentro; ma quei passaggi rapidi e la velocità di esecuzione predicati da Cosmi vanno ad intermittenza: abbondano i tic-toc, anche gli infruttuosi colpi di tacco.
La prodezza balistica è nel bagaglio di Di Michele; lui la tira fuori al 26° sparando con precisione da oltre il vertice dell’area bianconera: palla imprendibile ed è 1-1. Anche Muriel si libera al tiro, ma il suo destro secco si perde al lato. La partita, si sarà ben capito, è cambiata; il Lecce ha ritrovato la recente vena, si muove con accentuata agilità, la partecipazione alla manovra è corale, puntuali gli inserimenti dei centrocampisti solleciti poi nel ripiegare in copertura sulle ripartenze dell’Udinese.
Ma questa Udinese è sempre in agguato con i suoi frombolieri: Floro Flores anticipa Tomovic, porge a Di Natale il cui destro non lascia scampo a Benassi: Udinese come i cobra: ti guarda, fiuta l’aria e poi attacca e colpisce fulmineamente; il cobra è Di Natale che firma così il suo 145° centro.
Il Lecce riparte di buona lena; il possesso palla è quasi straripante, però attenzione, perchè tra le specialità degli uomini di Guidolin c’è proprio la velocità di trasferimento della palla da un’area all’altra. Dopo dieci minuti Bertolacci sostituisce Del Vecchio; il Lecce si fa sempre più minaccioso, l’Udinese dà l’impressione di voler custodire il vantaggio evitando di correre eccessivi rischi, ma di rischi ne corre eccome! Bertolacci, ben servito da Muriel spara lontano dai pali.
Capita l’antifona, fiutato il pericolo, l’Udinese si fa operaia e cerca di replicare colpo su colpo; Muriel lascia il posto a Corvia mentre Benassi compie un grandissimo intervento mantenendo così il Lecce in partita quando mancano dieci minuti al termine. Cosmi tenta il tutto per tutto togliendo Grossmuller ed inserendo Seferovic; tre punte alla ricerca del gol del pari. Ma il pari non matura ed il Lecce interrompe così la breve striscia di risultati utili e si prepara alla delicata partita con il Bologna.

 

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