Vento di bufera sull’Università del Salento. Tanto che la Cgil parla di una vera e propria “inadeguatezza della gestione politica e amministrativa”. Di certo ci sono i rapporti tesi con i sindacati, a partire dalla vicenda dello Statuto, “formulato senza una condivisione di tutta la comunità accademica

e con diversi vizi procedurali e irregolarità varie, tanto da costringere alcuni rappresentanti istituzionali a ricorrere al Tribunale amministrativo”, dicono dalla Cgil. L’ultima, la vicenda della nomina del Direttore Generale “anch’essa caratterizzata da una serie di vizi procedurali e con la presenza tra i candidati di un dirigente con pendenze giudiziarie”. Tutto ciò sta producendo “un vulnus di democrazia e grande malessere all’interno dell’Ateneo e non solo tra il personale tecnico-amministrativo che pur vede compromessi diritti acquisiti e tutele”, accusano i sindacalisti, che puntano il dito contro il Rettore Domenico Laforgia, che “anziché aprirsi al confronto democratico e fornire le risposte adeguate ai vari interrogativi posti, persevera nella sua opera di delegittimazione del movimento sindacale e di personalizzazione dello scontro”.

Anche tra i docenti si starebbe determinando una grave conflittualità, resa palese durante le elezioni dei nuovi direttori di dipartimento, perchè “ci sono una frammentazione e una spaccatura piuttosto preoccupante e profonda con lo stesso Rettore che non sempre conserva la sua neutralità entrando pesantemente in campo”.

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