Avrebbe indotto due ragazzine di 13 e 15 anni e la loro madre a compiere atti di autoerotismo al telefono. Lui, dall’altra parte della cornetta, le avrebbe incitate sotto la minaccia che altrimenti le avrebbe raggiunte e ci avrebbe pensato lui.

L’insolita accusa che la procura di Mantova contesta ad un 31enne di Ruffano è di violenza sessuale telefonica.

Le molestie telefoniche si sarebbero ripetute nel corso del pomeriggio del 14 marzo 2010. Poi la madre delle presunte vittime ha presentato querela, dando il via alle indagini. Gli inquirenti lombardi, attraverso i tabulati telefonici, sono risaliti al numero di cellulare del giovane, già nei guai per altri casi di molestie.

Il caso oramai è giunto davanti al gip di Mantova, il luogo in cui risiedono le presunte parti offese. Nulla dimostrerebbe, secondo l’avvocato Roberto Bray che assiste l’imputato, che sarebbe stato proprio lui a chiamare le ragazzine dal suo cellulare. La difesa intanto ha chiesto una perizia psichiatrica in grado di accertare le condizioni del giovane, già ammalato di schizofrenia. Sarà il gip Annalisa De Benedictis, mercoledì prossimo, a conferire l’incarico per rogatoria.

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