È il 19 aprile 2005 quando Joseph Ratzinger viene eletto Papa. Benedetto XVI prende in mano le difficili redini del suo predecessore, il beato Giovanni Paolo II. La sua elezione, da molti ipotizzata, da alcuni temuta, da altri ancora sperata, ha portato al successore di Pietro un Pontefice

con le idee molto chiare. E proprio di Benedetto XVI, Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, tracciano un ritratto molto fedele e nello stesso tempo emblematico nel libro “Viva il Papa! Perché lo attaccano, perché difenderlo” (Vallecchi). E da quel “Habemus Papam”, gli Autori ripercorrono brevemente i piccoli attacchi a lui rivolti, a partire dal titolo del Manifesto (“Il Pastore tedesco”), l’impedimento a presenziare all’inaugurazione dell’Anno Accademico all’Università di Roma La Sapienza, la pedofilia con casi risalenti a oltre quaranta anni fa, il suo messaggio a Ratisbona. E questi sono solo alcuni. A ogni attacco mediatico Benedetto  XVI ha sempre risposto con la preghiera.
Gli Autori sottolineano in maniera molto precisa il motivo di questi e altri attacchi: «Questo Papa – scrivono – ha dissolto in maniera drastica, quasi brutale, il sogno che la Chiesa potesse essere assorbita dalla logica del mondo, e infine ridotta a insignificante agenzia filantropica». Benedetto XVI dimostrò subito di voler fare ciò che il mondo relativista e il cattolicesimo malaticcio proprio non possono tollerare: ridare vigore a Roma e al Papato. Un programma assolutamente imperdonabile all’alba del terzo millennio. È il Papa della ragione, teologo, filosofo, che intende “rimarcare la differenza qualitativa insuperabile tra la realtà che è la Chiesa e la realtà che è il mondo”.  «Benedetto XVI – sostengono gli Autori nel libro –  è il Papa della ragione in un mondo sotto la dittatura del relativismo».
Nel libro anche un accenno al ruolo della stampa e dei giornalisti: leggiamo anche una presa di posizione da parte di Mons. Luigi Negri, sull’analisi dei mezzi di comunicazione. Secondo Mons. Negri, molti giornalisti non sarebbero in grado di raccontare i fatti con obiettività, semplicemente perché non li conoscono.
Alessandro Gnocci e Mario Palmaro, due tra le firme più battagliere del panorama cattolico, desiderano ovviamente lanciare una provocazione al lettore attraverso le pagine di questo libro. È un invito a riflettere e a osservare con più attenzione ciò che ci circonda; a farci una nostra opinione, senza seguire correnti estremiste o nell’una o nell’altra parte; cercare di non vedere un unico filo conduttore dall’inizio dai pontificati precedenti a quello attuale. Ed ecco allora la possibilità di vedere anche altri scenari forse inimmaginabili come quella Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia 2005, dove Joseph Ratzinger – anche in questo caso tra mille timori da parte di molti – è riuscito a portare una moltitudine di giovani a pregare in silenzio durante l’Adorazione Eucaristica.
Benedetto XVI non ha incontrato tanto apprezzamento nemmeno tra i colleghi teologi e intellettuali, però è riuscito in un’operazione molto più cattolica: portare dopo tanto tempo i cattolici in piazza San Pietro a gridare orgogliosamente Viva il Papa».

 

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