Foto Francesco MoscagiuliFinalmente l’aggancio c’è stato (media inglese  a meno 25 insieme al Siena) ma il nostro problema è in casa…
Dei 24 punti del Lecce bisogna sempre ricordarsi che solo 9 sono stati realizzati tra le mura amiche  mentre 15 sono stati realizzati in trasferta.

A parte la rotonda vittoria contro il Siena, non si è mai avuto contezza dell’effettivo valore del Lecce perché le sue prestazioni, per vari motivi, non sono mai state all’altezza forse del suo reale valore. Questa diversità di rendimento fra dentro e fuori le mura di casa forse è sintetizzata dall’affermazione di Cosmi dopo la partita di Cagliari: “In questo momento abbiamo la capacità di soffrire quando sono gli ALTRI a manovrare e la capacità di imporci quando RECUPERIAMO il pallone”, in pratica quello di cui, chi scrive, ne ha accennato più volte; in sintesi il Lecce è molto pericoloso nella gara d’attesa in quanto la rapidità ed i guizzi dei suoi (almeno per ora!) gioielli sono in grado di ribaltare l’azione ed annichilire l’avversario.
I numeri di Cagliari lo testimoniano abbondantemente visto che la squadra di Ballardini  ha avuto il 67% di possesso palla, ben otto calci d’angolo a zero a favore, una supremazia  territoriale di 15’ contro i 4’ del Lecce. Del Lecce invece si segnalano i due dati importanti per la vittoria: la percentuale di attacco alla porta che è stata del 60% e la capacità di protezione dell’area di rigore che è stata del 52%. E’ ovvio che i dati, specie quelli statistici, vengono sempre presi con il beneficio d’inventario, però, in ogni caso, evidenziano un trend. Oggi con la vertiginosa crescita di Muriel e Cuadrado è migliorato il potenziale offensivo così come, con l’innesto stabile di Carrozzieri e Tomovic con Miglionico ed Esposito pronti all’uso, si è meglio assestata la difesa al punto non essere più la “gruviera” della serie A ed avendo ridotto il margine fra reti fatte e reti subite al valore, più che accettabile, di meno 12.
Ma con il miglioramento del trend sono stati raggiunti due interessanti risultati: il primo è quello di aver raggiunto il Siena almeno in media inglese (-25) dal momento che questa ha disputato una partita casalinga più del Lecce, il secondo è quello di aver raggiunto la stessa quota punti (24) conquistati dalla squadra di De Canio alla 25^ giornata.
Da adesso saranno 13 battaglie  senza esclusione di colpi; in casa avremo squadre accessibili e squadre difficili ed ostiche. In successione ci saranno Genoa, Palermo, Cesena, Roma, Napoli, Parma e Fiorentina mentre fuori casa ci saranno ad  attenderci Milan, Novara, Catania, Lazio, Juventus e Chievo. Come si può evincere si tratta di un calendario molto equilibrato che il Lecce deve utilizzare al meglio,specie nelle partite casalinghe. A partire dal Genoa bisognerà provare a fare i tre punti.
Il Genoa fuori casa ha un rendimento disastroso. Dei suoi 31 punti  solo 7 sono quelli ascrivibili fuori casa con 12 reti fatte e ben 30 subite; ci sarebbero, quindi tutte le premesse per ben sperare se non ci fosse il non trascurabile fatto che il Lecce casalingo, Siena a parte, sappiamo tutti com’è. Starei molto attento al Genoa che davanti ha ottimi giocatori tipo Palacio e Gilardino, ma dietro è molto pesante ed involuto con i vari Kaladze e company. I robusti ma lenti difensori rappresentano delle ottime prede per Muriel e Cuadrado anche se non va tralasciato il particolare che le ottime prestazioni di entrambi hanno attivato speciali meccanismi di difesa nelle squadre che dovranno affrontarli. Sarà, pertanto, una partita non certo in discesa ma da affrontare con l’intelligenza e la determinazione riscontrata a Cagliari.
Ancora nulla è stato fatto se non darci la possibilità di arzigogolare sui numeri. Il resto si vedrà alla fine e, speriamo che la primavera non incida più di tanto.

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