Brivio foto F. MoscagiuliNon credo che con il Milan attuale si potessero nutrire speranze, ma il Lecce, comunque,  ha fatto il proprio dovere senza che nulla in negativo si possa addebitare. Ma, purtroppo, tutto rimane come prima…

Per titolare questo pezzo ho preferito evocare due entità numeriche ovvero il 27 riferito alla giornata di campionato testè trascorsa ed il 18 riferito a 9 turni fa con il Lecce a 12 punti ed il Siena a 18. Ebbene i due numeri hanno in comune il numero 6 e cioè la distanza che separa il Lecce dal quartultimo posto; così, come adesso, lo era anche nove turni fa.
Ed allora? Ecco le difficoltà che questo campionato riserva e che, al momento, sta rendendo difficilissimo ogni tentativo di avvicinamento. Pur avendo il Lecce, con l’avvento di Cosmi, una media punti di 1,40 circa, non riesce ad agganciare qualcuna delle squadre che precedono perché, purtroppo, tutti in qualche modo stanno correndo ed anche chi sta leggermente flettendo ha, ogni tanto, il colpo di coda che tende a riaggiustare tutto. E così ci troviamo ad inseguire  prima il Bologna, poi il Siena, indi il Chievo, mentre dopo la ventisettesima abbiamo puntato il Parma, il Cagliari e la Fiorentina. Una cosa è certa: stiamo inseguendo ma la preda ci sfugge sempre e di volta in volta si materializza in modo diverso. Lo scorso campionato il Lecce lottava per mantenere la posizione: era, infatti, quartultimo con 28 punti e vantava tre punti di vantaggio sul Cesena; non è che fosse la posizione ideale ma, certamente, era molto meglio di adesso. Mi auguro e spero che nei giocatori non subentri lo scoramento perché questo sarebbe il male peggiore che andrebbe a compromettere tutti gli eventuali risultati positivi possibili.
Per il Lecce una giornata come quella di domenica scorsa è stata devastante: si sapeva che a Milano, probabilmente, non ci sarebbe stata trippa per gatti, ma si era quasi convinti che Siena, Bologna, ed anche Parma, non facessero i risultati che hanno conseguito a seguito dei quali ci si ritrova ad inseguire a meno sei. Il campionato propone sempre questi scenari particolari e si spera soltanto che all’eventuale sprint del Lecce possa corrispondere un rallentamento delle indiziate. Per la partita di Milano non ci sono responsabilità particolari da attribuire perché non è colpa di nessuno se Ibrahimovic continua a fare il fenomeno, se Abate ed Antonini si muovono come vetture di formula uno limitando le eventuali sgroppate di Brivio e Oddo, se Van Bommel ha su di sé una calamita intelligente per attirare tutti i palloni giocabili a centrocampo e riproporre lucide azioni offensive. La caratura è quella che è! Basti pensare che nei primi 20 minuti il Milan ha avuto il 70% di possesso palla e che, se è vero che abbiamo limitato il passivo, questo lo si deve a Superman Benassi.
Cosa doveva fare il Lecce? Non lo so, ma penso abbia fatto quello che era possibile. Cosa dovrà, invece, fare? Darci dentro al massimo concentrando tutte le energie spendibili per battere con il ritmo gli avversari più tecnici e compassati. Il Palermo si presenta a Lecce con 0 vittorie esterne e 4 pareggi, in effetti il peggior rendimento esterno di tutta la serie A, di contro il Lecce propone   uno dei peggiori rendimenti interni di tutta la categoria. Ci sarà da vedere con interesse a cosa potrà succedere. Di contorno, perché a noi interessa il contorno ci sarà un Siena-Novara di tutto rispetto, un Parma-Milan ed un Cagliari-Cesena oltre che un Fiorentina-Juventus. Potremmo ricavarne molto se le cose andassero nel verso sperato perché è ovvio che il Lecce è dalle prossime quattro partite che dovrà ricavare il massimo; in casa ci saranno, dopo Palermo, il Cesena e la Roma mentre fuori ci sarà il solo Novara. Da queste partite bisognerà ricavare dai 9 ai 10 punti perché ogni punto in meno potrebbe essere un lasciapassare per la serie B. Bisogna andare oltre la media di 1,40 di Cosmi perché questa volta bisogna arrivare a 2,25 o 2,50. Gli ostacoli non sono insormontabili perché non tutti si chiamano Milan però, attenzione, perché tutti potrebbero, per un motivo o per un altro, rivelarsi estremamente insidiosi e decisivi.