Tutti indossiamo una maschera, che spesso ci imprigiona, ci soffoca.  Restiamo bloccati in situazioni di comodo, che non ci fanno bene.  Per vincere la paura di cambiare e ritrovare noi stessi ci può aiutare un laboratorio di teatroterapia.  A maggior ragione la teatroterapia risulta essere utile in soggetti disabili psichici ed intellettivi. 

Parte anche a Cutrofiano, presso l’Aula Consiliare del Comune, un Laboratorio di Teatroterapia diretto dall’Attrice e Regista teatrale Rosaria Ricchiuto, in collaborazione con la Comunità “Villa Miry”: un progetto culturale dalle rilevanti implicazioni sociali molto innovativo: un Laboratorio Teatrale per disabili psichici ed intellettivi realizzato in coopartenariato con la Società Sorgente srl di Taviano, che gestisce alcune comunità terapeutico-riabilitative per disabili psichici ed intellettivi in Provincia di Lecce, tra cui la Comunità “Villa Miry”.La direttrice della Compagnia Teatro Solatia di Specchia sta già portando avanti un altro Laboratorio di Teatroterapia. che si svolge presso la sala convegni del Palazzo Ducale in Piazza del Popolo a Presicce, messo gratuitamente a disposizione dal Comune di Presicce in considerazione degli alti contenuti culturali e dei risvolti sociali dell’iniziativa e che coinvolge oltre al Comune di Presicce anche i Comuni di Taviano, Racale e Ugento.

L’ambizioso progetto ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Lecce e degli stessi Comuni di Presicce, Racale, Taviano ed Ugento.Anche in questo Laboratorio Rosaria Ricchiuto si avvale della collaborazione di eminenti professionisti tra i quali lo Psichiatra, lo Psicoogo, le Assistenti Sociali e gli operatori Socio Sanitari di Sorgente Srl, oltre che di maestri di muscia e di danza che già collaborano con la sua Compagnia Teatrale.L’iniziativa culturale rientra nel settore teatrale, ma ha forti connotati sociali, ed è importantissima per le sue finalità terapeutico-riabilitative, perché vede il connubio tra arte e psichiatria nell’ottica delle teorie di Basaglia, che, come si ricorderà, portarono alla chiusura dei Manicomi, che erano una sorta di carcere per i malati di mente o presunti tali, per persone socialmente scomode: individui diversamente abili, omosessuali e tutti coloro che ‘davano fastidio al sistema’.Basaglia fece affermare invece la teoria che il malato è sofferente e deve essere curato in una comunità terapeutica per poi essere reinserito nella società e non tenuto chiuso in un lager per attuare un controllo sociale della devianza.Il progetto portato avanti da Rosaria Ricchiuto prevede le diverse fasi di applicazione metodologica: si andrà dallo psicodramma alla musicoterapia, dal racconto alla rappresentazione delle immagini, dal gesto alla vocalità.

 

Il corso ha come obiettivo l’apprendimento delle tecniche fondamentali del linguaggio teatrale e la definizione dei principi del processo performativo. Si tratta di un percorso che ha l’obiettivo di dare forma alla sensibilità degli attori disabili psichici attraverso l’esplorazione del linguaggio teatrale. E’ un processo di lavoro che si definisce nella ricerca del “verbo” pedagogico, capace di costruire il ponte tra le visioni immaginifiche dell’irrazionale, potentissimo nei soggetti sensibili, e le azioni corporee e reali dell’esperienza teatrale. L’esperienza di integrazione del disabile coinvolge una pluralità di componenti sociali attente e sensibili con il comune obbiettivo di lavorare intorno al possibile miglioramento della qualità esistenziale. In tale ottica il teatro si pone come sfondo integratore e collante delle diverse presenze in un progetto articolato e complesso condiviso, intorno al comune valore di appartenenza civile di qualunque persona, anche e soprattutto del disabile grave.

 

Infatti il problema del disabile non è tanto quello di nuove proposte delle proprie abilità, quanto un problema di nuova cittadinanza che lo ricollochi nel tessuto sociale da cui è stato separato per anni. I progetti mirano soprattutto a ridurre il rischio di cronicizzazione, nella promozione della ristrutturazione in positivo dell’immagine corporea degli ospiti, favorendo un’ esperienza di gruppo dove sia presente un clima di fiducia reciproca, di sostegno e di stimolo. Stimolare la capacità di esprimersi e di comunicare a livello gestuale e verbale si connota come un processo, una piacevole esperienza di gioco che non crea sofferenza né fatica, alla riscoperta di frammenti di storie scritte sul corpo o interrotte dalla mente, per impreziosirle grazie alla dilatazione del tempo e dello spazio che il teatro offre. Anche in questo caso, un saggio finale concluderà il ciclo del laboratorio: aperto al pubblico, il saggio prevede la rappresentazione teatrale di uno spettacolo, interpretato dai soggetti destinatari del progetto. E’ ancora nell’aria il successo dello Spettacolo Angeli Scalzi, una luce che scivola nel buio, portato in scena al Teatro Paisiello di Lecce ma anche ne”Auditorium Comunale di Taviano, nel Nuovo Museo Archeologico di Ugento, nel Palazzo Ducale di Presicce e nella Sala San Sebastiano del Municipio di Racale.

La regista Rosaria Ricchiuto ha cucito il suo testo con gli scritti di Alda Merini e di altri scrittori famosi e con gli scritti autentici degli stessi disabili che partecipano al progetto, legandoli a musiche e canzoni molto significative, realizzando uno spettacolo di teatro sperimentale veramente moto originale pur restando nell’alveo del buon gusto e del politicamente corretto. Certamente anche da questo Laboratorio verrà fuori uno Spettacolo bello ma di cui si parlerà per i contenuti profondi.

 

Per informazioni: e-mail: rosaria.ricchiuto@libero.it

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