Foto Antonio CastelluzzoL’avvocato Maurizio Buccarella è il candidato sindaco al Comune di Lecce del Movimento 5 Stelle, qualcuno lo definirebbe “grillino”, ma a lui non piacciono le etichette. Il movimento di Beppe Grillo non riceve contributi statali e concetra la sua campagna elettorale sulla rete

, a zero euro: la parola d’ordine è “mandare a casa la vecchia politica, con i suoi costi esorbitanti, e mettere in campo le idee per un mondo più pulito”.

Avvocato, non è facile ricordarsi del suo volto: niente manifesti e poca esposizione mediatica, ma in compenso vi muovete molto sul web. Lei crede che questa strategia possa funzionare per diffondere le idee del suo Movimento?

«Sul web è nato il Movimento e la sua organizzazione, ma cerchiamo di essere presenti nei limiti delle nostre possibilità: noi siamo presenti, ogni domenica, con dei banchetti, in piazza Sant’Oronzo o Porta Rudiae, dipende dalle autorizzazioni».

Siete spesso accusati di fare troppa retorica e di rifugiarvi nell’antipolitica, come rispondete?

«Chi lo dice credo che voglia  ribaltare la realtà. Noi siamo cittadini consapevoli. L’antipolitica, che è il sentimento di chi rifiuta la partecipazione diretta alla politica, la si riscontra soprattutto nell’attività e nel modo di gestire il potere dei partiti politici: gestione clientelare e altro. Noi non mettiamo tutti i partiti sullo stesso piano, però, pur essendoci delle diversità tra un partito e l’altro, sono strutture complementari alla gestione del potere che da decenni crea danni».

Mirate a una piccola rivoluzione: volete smantellare la partitocrazia?

«Ci basterebbe che i partiti si rinnovassaro veramente in maniera totale, con trasparenza e partecipazione democratica effettiva, fuori dalle  consorterie e dalla gestione autoritaria».

Uno dei vostri cavalli di battaglia è il taglio dei contributi ai partiti.

«Noi siamo l’unico Movimento che, coerentemente, rinuncia ai rimborsi elettorali. Con i banchetti stiamo raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare per la Regione Puglia: un disegno di legge che propone, nella nostra regione, l’abrogazione dei vitalizi, l’abrogazione della liquidazione di fine mandato e il dimezzamento delle indennità dei consiglieri regionali, che arrivano a un massimo di 15 mila euro. Vogliamo dare un segnale forte. Non siamo per una politica con il mandato gratuito, ma vogliamo che i sacrifici li faccia anche la politica».

Non siete un po’ troppo disfattisti su certe tematiche?

«Senz’altro nei media controllati dal potere politico si vuole dare un’immagine negativa e distruttiva del Movimento, ma noi abbiamo le proposte: partecipazione alla vita politica, con l’introduzione di strumenti di democrazia diretta, come i referendum senza quorum o referendum propositivi senza quorum».

Referendum di questo tipo non sono previsti dalla nostra Costituzione: l’art. 75 parla di referendum abrogativo.

«Ricorreremo alla proposta di legge, ma il problema è che quando 50 mila cittadini presentano una legge rischiano di rimanere a bocca asciutta, perché il Parlamento non ha nessun obbligo di esaminarla. Come “grillini”, nel 2007, abbiamo raccolto 350 mila firme in un giorno per il Parlamento pulito: chiedevamo di fare pulizia, di mettere fuori tutti i condannati, ma quella legge è rimasta nel cassetto. Abbiamo bisogno di strumenti di democrazia diretta: le decisioni non devono passare sulla testa dei cittadini. Se pensiamo al filobus di Lecce, ad esempio, non credo che i cittadini avrebbero permesso di compiere quell’opera. La cittadinanza non può essere chiamata a partecipare solo ogni cinque anni».

Quali sono le vostre idee per Lecce?

«Mobilità ciclabile, potenziamento del servizio pubblico (con maggiore puntualità), estensione delle zone pedonalizzate, rifiuti zero (con una visione globale che guardi al recupero del rifiuto con procedimenti industriali che non prevedano l’incenerimento, ma che lo trasformino in energia)».

Avete una lunga lista di progetti e programmi, ma il Movimento sa anche che il Comune di Lecce ha poche risorse e ha anche rischiato il dissesto. Credete che ci siano abbastanza risorse per garantire tutti i vostri progetti?

«Chi vincerà dovrà affrontare una situazione finanziaria difficile, per il debito e per i tagli governativi: anche per l’Imu buona parte delle risorse andranno a Roma e rimarrà qui poca roba. Sarà molto difficile, ma bisognerà puntare al taglio delle spese della politica».

Tra i grandi problemi c’è la disoccupazione, cosa può fare un sindaco?

«Certamente una sindaco ha poteri limitati. A me viene in mente la manifestazione degli edili che vogliono lo sblocco delle grandi opere: l’Amministrazione comunale dovrebbe investire nel rinnovamento e nell’adeguamento dell’edilizia esistente, valorizzando quello che già c’è, senza continuare a costruire. E’ necessario puntare sul risparmi energetico, sull’energia pulita».

Nelle elezioni di Nardò i grillini hanno ottenuto un buon risultato, però, rinunciando ad allearsi, hanno perso la possibilità di entrare in Consiglio. Non è uno spreco di voti e di energie?

«E’ vero che quell’esperienza non si è tradotta in un ingresso in Consiglio, ma l’attività e l’impegno continua. Non sono voti buttati, ma è un segnale importante nel meridione d’Italia, dove il Movimento 5 Stelle ha maggiore difficoltà a farsi strada rispetto al nord. Continua anche a Nardò la partecipazione diretta dei cittadini. Speriamo che a Lecce avremo un segnale ancora più forte».

Gaetano GORGONI

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