Foto Antonio CastelluzzoUcciso da una raffica di colpi, che lo hanno raggiunto sull’uscio di casa. Una vera e propria esecuzione a Ruffano dove, nel pomeriggio, una sequenza di colpi ha raggiunto Roberto Romano, 36enne, del posto, poi deceduto in ospedale.

L’agguato mortale è avvenuto intorno alle 19, in via Boccaccio, una stradina stretta nel centro del paese del sud Salento. Al momento, la ricostruzione di quanto accaduto è piuttosto frammentaria.
L’unica certezza è che il killer ha sparato diversi colpi di pistola all’indirizzo di Roberto Romano, ferendo anche Dario Traversa, 28enne, entrambi di Ruffano e già noti alle forze dell’ordine.

Secondo una prima ricostruzione, pare che il sicario abbiano raggiunto via Boccaccio, dove abita Romano, e qui ha suonato al campanello della sua abitazione. Ad aprire la porta è stato il 36enne che, affacciatosi sulla porta, è stato raggiunto da quattro, forse cinque, colpi di pistola all’addome ed alle braccia. La raffica di proiettili ha raggiunto alle gambe anche Dario Traversa, che in quel momento si trovava vicino alla vittima. Dopo avere fatto fuoco, chi ha sparato si è allontanato a piedi, raggiungendo un’auto guidata da un complice.

La sparatoria è avvenuta praticamente in strada, davanti a diversi cittadini che, terrorizzati dai colpi d’arma da fuoco, si sono rifugiati nelle loro abitazioni e sono scappati a gambe levate, cercando di salvare la pelle.

Sul posto sono poi accorsi i carabinieri e gli agenti di polizia del commissariato di Taurisano, che hanno avviato tutti gli accertamenti del caso, per risalire agli autori, riusciti a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. I due feriti sono stati trasportati in ospedale da due ambulanze. Roberto Romano, putroppo, non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha smesso di battere durante la disperata corsa verso l’ospedale di Tricase.

Pare che, dietro il ferimento dei due giovani, possa esserci un regolamento di conti. La vittima, negli anni passati, aveva avuto qualche problema con la giustizia, per reati legati agli stupefacenti.

Chi lo conosceva, lo ricorda come un bravo ragazzo: “Quando ti incontrava per strada era il primo a salutare, aveva una educazione fuori dal comune”.

 

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