Foto Antonio CastelluzzoI temi del bilancio del Comune di Lecce sono sempre al centro dell’attenzione dei consiglieri del Pd e in particolar modo di Rita Quarta, che a Palazzo Carafa è consigliera uscente.

È previsto normativamente che, fra le fonti di finanziamento per un ente pubblico ci siano le alienazioni degli immobili di proprietà comunale; ma gli usi che se ne fanno, non sono sempre virtuosi. Scrive la consigliera Rita Quarta, del Gruppo Pd: “Non si riscontra alcun merito nel ricorso alle alienazioni operato dall’Assessore Monosi, visto che si tratta di un’operazione disperata, volta esclusivamente a sanare una gravissima situazione come quella del bilancio del Comune di Lecce. Infatti, queste vendite di pregiate proprietà, di tutti i leccesi, non sono un’occasione per finanziare, come sarebbe corretto, progetti di sviluppo in favore del nostro territorio, ma costituiscono un estremo rimedio per riuscire a far fronte a una situazione debitoria senza precedenti”.

“Stiamo dunque utilizzando risorse provenienti dall’alienazione di beni immobili pubblici per recuperare sulla passività accumulata dai governi di centrodestra che si sono succeduti negli ultimi quindici anni nella nostra città. Le principali cause del dissesto sono sotto gli occhi di tutti” – continua la consigliera Quarta – “E sono via Brenta, il filobus, i Boc e tutte le altre che hanno caratterizzato una gestione pubblica sempre poco trasparente e clientelare. Tutte operazioni della maggioranza uscente, Poli-Perrone, che hanno portato il Comune sull’orlo della catastrofe e che impunemente si ricandida a governare la città”.

“Una rigorosa revisione della spesa pubblica, la cosiddetta “Spending review” – conclude Rita Quarta – “deve ispirare la nuova classe dirigente che si candida al governo di questa città, per portarci a una razionalizzazione del bilancio. Le spese pubbliche devono essere rese più produttive, in una prospettiva di lotta agli sprechi, con l’obbiettivo di arrivare ad amministrare a ‘costo zero’. A ‘costo zero’ sì, sembra un ossimoro, e lo è, ma lo uso per indicare che bisogna al più presto eliminare, con le competenze giuste, gli sprechi e la spesa improduttiva”.

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