“allo specchio”: guardarsi allo specchio non per compiacerci come Narciso, ma per conoscerciosservandoci; per ipotizzare motivi alla base dei comportamenti e delle modalità con cui ci poniamo in relazione con gli altri, con noi stessi, con gli oggetti; per comprendere il senso di alcuni modi di dire, di gesti e mimiche che esprimiamo, di posture che assumiamo.

L’apologo degli individui sconfitti

Un giorno viene uno e mi racconta questo apologo, che riferisco pari pari.  Mica tanto facile da capire. Io ci ho provato. Risultato: appena sufficiente.

Accadeva che l’Ambiente sociale per mezzo dei suoi Condizionatori – la famiglia, la situazione economica, quella culturale, le esperienze di lavoro, i modi con cui l’Ambiente governava e altro ancora che si può immaginare – bastonava  gli individui.  
A forza di “ristrettezze economiche”, di “mancanze di fiducia“, di “rimproveri continui” e cose simili,gli individui manifestarono i sintomi dell’ansia: non avevano gran che appetito o al contrario divoravano ogni cosa, cominciarono ad avere una certa difficoltà a concentrarsi nelle cose che facevano e a perdere la memoria di quelle che avevano fatto.
L’Ambiente si preoccupò e convocò l’assemblea dei Condizionatori, ai quali in realtà non garbava essere chiamati in questo modo. Costoro analizzarono la situazione non senza dispute furiose. Poi tutto rimase come prima. Le cose continuarono allo stesso modo e gli individui manifestarono i sintomi della depressione:non avevano fame né sonno né voglia di fare l’amore, diminuirono i macrofagi del loro sistema immunitario e i loro organismi furono aggrediti da cellule cancerogene.
Nella successiva assemblea dei Condizionatori qualcuno sottolineò che l’Ambiente, pur non volendo, non faceva altro che infliggere serie di punizioni, alle quali gli individui rispondevano ammalandosi, e che forse era il caso di elargire serie di gratificazioni. Ma non accadde nulla perché la stragrande maggioranza dei Condizionatori sostenevano che in fondo le punizioni erano educative e che non bisognava impostare nessuna sequenza di gratificazioni, perché gli individui “non dovevano essere condizionati” (!!!). Gli individui dovevano rimanere liberi di agire. L’assemblea dei Condizionatori – perché condizionatori comunque erano come la sorte di molti individui andava dimostrando – si sciolse.
Qualcuno cominciò a studiare gli individui ma non era sufficiente; l’Ambiente risultava più agguerrito di Condizionatori. Perché paradossalmente mentre si insisteva che gli individui non dovevano essere controllati, i Condizionatori aumentavano e rafforzavano le loro sequenze di azioni repressive.  E così sopraggiunsero deprivazioni tattili nella prima infanzia, assenze di figureparentali, insuccessi scolastici, pressioni di ogni tipo sul lavoro, e altri individui giacevano in preda al marasma. Alcuni si suicidarono. A poco a poco gli individui scomparvero, e insieme scomparvero pure l’Ambiente e i suoi condizionatori. E non restò più nulla.

Credo che questo apologo voglia dire alcune cose. Una è importante, poi un’altra, che lo è di più.  La più evidente èche gli uomini discutono spesso attorno a falsi problemi. Il falso problema dell’apologo sarebbe: condizionamento o libertà? Falso, perché è innegabile che la libertà di agire è assai limitata, che molto di ciò che siamo dipende da ciò che abbiamo ricevuto, che siamo cioè condizionati.
Poi però l’apologo suggerisce che con la scusa di proteggere un’illusoria libertà dell’individuo ( L’individuo deve fare da sé – L’individuo non deve essere condizionato ),chi ha il potere – qualunque tipo e ampiezza di potere: genitori e insegnanti, coloro che dirigono il sistema produttivo, coloro che governano – non cura di predisporre condizioni favorevoli al benessere.
A questo punto tutti ci chiediamo quali sono i motivi che non permettono di organizzare il meglio per l’individuo, che sarebbe una politica della famiglia, della scuola, del posto di lavoro?
I motivi ce li suggeriscono gli scopi (si pensi alla soddisfazione degli egoismi dei singoli e dei gruppi) per cui le società utilizzano tempo, danaro e risorse.

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