Seconda presentazione ufficiale del candidato sindaco del Terzo polo Luigi Melica, questa volta alla presenza del segretario nazionale UdC Lorenzo Cesa. I vertici hanno ribadito la volontà di presentarsi in solitaria alle amministrative, per Lecce e per tutti i comuni salentini sopra i 15 mila abitanti. A Gallipoli, la candidatura a sindaco di Errico da parte del segretario provinciale Ruggeri, ha di fatto estromesso Sandro Quintana 

Luigi Melica è il candidato per il Terzo polo ma sono i vertici dell’UdC a presentarlo ufficialmente. Oggi è stata la volta del segretario nazionale Lorenzo Cesa che, dalla sede provinciale leccese, ha spiegato le ragioni del loro diniego alle numerose richieste di alleanza da parte di entrambi i poli di destra e sinistra. “Ci hanno strappato la giacca, sia a me che a Totò Ruggeri perché dall’una e dall’altra parte ci volevano in alleanza ma noi rimaniamo coerenti alle nostre scelte”. Hanno rinunciato a tanto, stando alle dichiarazioni del coordinatore Cesa, posti in provincia e in regione, promessi in virtù di un sostegno, ma che avrebbero compromesso la credibilità dei loro principi e della linea nazionale che seguono. Un Terzo polo che, per come lo ha raccontato Cesa, conserva il programma iniziale della sua costituzione e che si rafforzerà nei prossimi mesi con nuove iniziative, ma che a Lecce si è “rotto” con l’uscita “probabilmente per motivi opportunistici” di Fli. Un male comune delle attuali forze politiche, ha commentato il segretario, è l’aver unito realtà diverse tra loro, dai democratici cristiani ai comunisti ai socialisti e tanto altro sia nel Pd che nel Pdl, grandi calderoni all’interno dei quali le diverse correnti non hanno apportato nessun beneficio al Paese come alla politica che ha perso credibilità. “I partiti devono essere formati da persone che la pensano allo stesso modo e con piattaforme comuni da difendere” rimanendo fermi sulla posizione iniziale di non “apparentarsi alle coalizioni calderoni che si stanno formando soprattutto a livello locale. La scelta di rivolgersi alla società civile è dettata da una linea verticistica nazionale, la volontà di vero cambiamento che scardina i soliti schemi partitici. “Noi andiamo avanti, chi c’è c’è, chi non c’è resta fuori” aveva premesso Cesa ad apertura di conferenza, e in sala erano tanti gli assenti dell’UdC, dal capogruppo comunale Pankiewicz al gruppo consiliare della Provincia, tranne Giovanni Tundo candidato sindaco per l’UdC a Galatone.

“Posso anche perdere qualche amico – ha commentato Ruggeri sulla scelta del candidato sindaco non condivisa da alcuni esponenti leccesi e sulle mancate alleanze – soprattutto chi vorrebbe concretizzare qualche aspettativa, ma le poltrone perse oggi sono la speranza per il futuro di domani nella costruzione di una politica migliore”. E i dissensi degli “amici” hanno anche indotto Ruggeri a commissariare l’UdC di Gallipoli, autonominandosi commissario del partito cittadino, fin’ora guidato dal capogruppo alla Provincia Sandro Quintana e che negli ultimi giorni aveva manifestato il malcontento di non poter stringere alleanze per la sua candidatura a Gallipoli. Totò Ruggeri, in risposta ai dissapori, ha oggi presentato la candidatura di Francesco Errico.  Nessun commento da parte di Quintana alla decisione di Ruggeri, “è nelle sue facoltà, li spiegasse lui i motivi che lo hanno indotto a commissariare l’UdC cittadino. Per il candidato sindaco di Lecce Melica, invece, la speranza è che dopo la baraonda candidature, si cominci finalmente a parlare di programmi concreti con i quali le forze politiche in campo si confronteranno in vista delle elezioni del 6 maggio.

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