Foto Antonio CastelluzzoIl suo impegno Anas lo mette nero su bianco nella mail indirizzata a coloro che si erano rivolti all’Urp per chiedere l’adozione degli ulivi della Maglie-Otranto. Innanzitutto specifica i numeri.

“Il progetto esecutivo – redatto recependo tutte le indicazioni degli Enti locali interessati – prevede l’espianto e il reimpianto di 8.293 alberi, dei quali 268 monumentali. Per questi ultimi, censiti e dichiarati monumentali ai sensi della L.R. 14/2007, si prevede il ricollocamento lungo la variante di Palmariggi (Le), in aree prossime alla localizzazione originaria. Per la maggior parte degli altri 8.025 ulivi da espiantare sono state già determinate le aree disponibili al reimpianto, mentre per la parte residuale è in corso l’individuazione delle aree, in collaborazione con i Comuni e la Provincia. La scelta delle aree sarà comunque soggetta all’approvazione da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’Anas intende restituire alla collettività un bene che è della collettività, attraverso l’individuazione di aree messe a disposizione dalle Amministrazioni Comunali e Provinciali, fruibili da tutti i cittadini”.

Certo, Anas non fa un regalo, questo è da chiarire. Le prescrizioni contenute nel decreto di Via del lontano luglio 2004 già chiarivano che avrebbero dovuto essere reimpiantati tutti gli ulivi con fusto avente diametro superiore ai 30cm, caratteristica che possiede l’80%delle piante interessate dall’allargamento a quattro corsie della Statale 16. Ma è stata necessaria la forte mobilitazione di stampa e cittadini per arrivare a portare a galla questa verità, che altrimenti sarebbe stata quasi certamente bypassata nel silenzio generale. Anas, a leggere bene, esagera un pò. Quando dice che “per la maggior parte degli altri 8.025ulivi da espiantare sono state già determinate le aree disponibili” sa di mentire. Sono solo 1500 gli alberi non monumentali per cui è stata già definita la ricollocazione. Sugli altri c’è ancora tutto da scrivere. E di questo dovranno interessarsene Prefettura, Provincia e Regione, mantenendo attivo il tavolo convocato già dieci giorni fa. Intanto va avanti la petizione on line, promossa da Olivinopoli, quiSalento e Telerama: duemila firme in una settimana. “Come promotori della petizione, ma anche da giornalisti- dice Roberto Guido, direttore di quiSalento- non faremo mancare i riflettori sull’attuazione di questa operazione affinché siano realmente tutelati tutti gi ulivi con procedure che garantiscano la loro sopravvivenza”.

Intanto prende forma con un sit-in la protesta di chi ritiene la realizzazione della strada troppo invasiva. Attraverso il web è stato organizzato “un atto di presenza”  domenica prossima alle 11 sullo svincolo di Giurdignano, “per un sì alla SS16 a misura d’uomo”, come dicono i promotori.

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