Sono stati  presentati questa mattina presso  la sala del Consiglio della Camera di Commercio di Lecce i risultati relativi all’andamento delle imprese salentine dell’anno 2011. All’incontro con i giornalisti il  presidente dell’Ente camerale salentino Alfredo Prete in un’attenta analisi ha spiegato i risultati delle ricerche effettuate:

“Questi dati sono molto interessanti, ma vanno analizzati con grandissima attenzione e sicuramente non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi perchè il dato è estremamentet positivo, infatti il registro delle imprese della camera di commercio di Lecce ha rilevato 6.371 nuove imprese a fronte di 5.432 imprese cessate con un tasso di crescita dell’1,30%. Sia le iscrizioni che le cessazioni sono aumentate rispetto al 2010 ma sul saldo del 2011 ha influito maggiormente il tasso delle cessazione che sono 492 in più rispetto a quelle dello scorso anno. Le iscrizioni, invece, sono state 369 in più rispetto al 2010. La provincia di Lecce, in ogni caso, si colloca tra le province più dinamiche in relazione al tasso di crescita nella parta alta della graduatoria predisposta da Unioncamere, al dodicesimo posto; segue Taranto con + 0,53%, Foggia con 0,18%, Bari 0,00% ed infine Brindisi -0,97% che chiude non solo graduatoria regionale, ma anche, con il penultimo posto, quella nazionale. Il tasso di crescita medio nazionale è stato dell’0,82%, quello della regione Puglia + 0,25%. Per quanto riguarda i singoli settori d’impresa non è più possibile effettuare un’analisi dei tassi di crescita, in quanto con l’avvento della comunicazione unica anche per le ditte individuali, l’iscrizione al registro delle imprese e l’avvio delle attività sono due momenti distinti. Per cui le imprese vengono contabilizzate al momento dell’iscrizione, ma è solo con l’avvio dell’attività che si è in grado di stabilire in quale settore economico è riconducibile la stessa. Un settore che è cresciuto in misura esponenziale è quello della fornitura di energia elettrica che passa da 28 a 66 imprese con una variazione pari a + 135,71% anche se il settore considerata l’esiguità numerica, ha un peso sul totale delle imprese appena dello 0,10%. A tal proposito arrivo alla mia prima considerazione. Di sicuro non mi ritengo contrario alle energie alternative, però mi sembra che nel salento abbiamo subito e basta senza riuscire a governare questo processo. Abbiamo depauperato il nostro territorio con quelle bruttissime immagini di specchi nelle nostre campagne, molto spesso i terreni sono stati pagati anche a poco prezzo ai nostri agricoltori. Soprattutto il problema è che questi soldi non sono assolutamente circolati all’interno del nostro sistema economico, invece dietro il fotovoltaico ci sono le multinazionali, perciò non abbiamo creato ricchezza all’interno del nostro territorio, ma anzi abbiamo fatto arricchire le multinazionali. Passando agli altri settori, in particolare quello maggiormente importante del commercio, registra un aumento dell’1,97% rispetto allo scorso anno. Il settore delle costruzioni ha avuto anche un aumento dell’1, 41% mentre purtroppo continuano a diminuire sia le imprese agricole che quelle manifatturiere. Per ciò che concerne l’artigianato è rimasto tutto stabile, una piccola crescita del 0,13% che rispecchia anche quello dell’anno scorso. Cresce, come sempre, il settore del turismo. Il dato più interessante di questa ricerca è quella che riguarda le donne, i giovani e gli stranieri. Unioncamere ha stilato nei giorni scorsi una classifica delle imprese giovanili, nella quale la provincia di Lecce risulta all’undicesimo posto con 11.455 imprese che rappresentano ben il 15% di tutte le imprese registrate. L’incidenza invece dei giovani nel settore agricolo rappresenta il valore più basso e questa è una considerazione amara. Questo dispiace molto perchè i giovani credono molto nel comparto del turismo, e questo è un dato positivo, ma non credono più nei valori della terra, inteso come elemento naturale! Anche se riconosco che essere imprenditore agricolo richiede grandi sforzi e grande coraggio, ma può dare anche grandi soddisfazioni. Concludo quest’analisi permettendomi di dire semplicemente che, in altri periodi questi dati ci avrebbero fatto fare i salti di gioia. Fare impresa però sta diventando l’ultimo ratio, l’ultima possibilità, l’ultimo sbocco lavorativo per i giovani. Questo si può anche comprendere in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, ma quello che mi auguro è che i giovani che hanno deciso di fare impresa si siano guardati intorno ed abbiano effettuato le giuste indagini di mercato. La mia speranza è infatti di non vedere queste imprese cessate fra un anno, ma che durino anni ed anni, proprio come quelle aziende che stiamo festeggiando il 17 aprile in onore dei più di cento anni di registrazione alla camera di commercio!”

 

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