L’appello per la proroga del servizio di “sostegno ai pazienti oncologici”, di cui si occupano 51 operatori socio-sanitari e 45 autisti nella provincia di Lecce, lanciato dal sindacato Fsi, sembra destinato a cadere nel vuoto.

Il count down per la scadenza della proroga (fine marzo) è iniziato e dalla Regione Puglia si insiste sulla strada della esternalizzazione del servizio, da affidare alle associazioni di volontariato e attraverso la costituzione di una cooperativa.

Dario Cagnazzo, esponente del sindacato, continua a rifiutare la proposta per un motivo di natura economica: “Esistono fondi vincolati Cipe, statali e comunitari, per un totale di 109 milioni di euro che la Regione deve utilizzare su questo progetto e non possono essere spostati su altri progetti, tantomeno per risanare il deficit sanitario pugliese”.

Confortato dal parere legale dello studio Sticchi Damiani il quale ha verificato che, in base alla cifra stanziata, il progetto potrebbe continuare per gli altri 2 anni previsti, Cagnazzo non ne vuole sapere di firmare il verbale d’intesa redatto in Regione Puglia durante l’incontro tra la Asl di Lecce e le organizzazioni sindacali.

“A differenza di quanto scritto su quel foglio, i fondi dovevano essere regolarmente utilizzati per tre anni e non solo per il primo già trascorso – spiega Cagnazzo –  Inoltre, secondo la legge, per assegnare direttamente un servizio ad una cooperativa sociale di tipo b, non si possono superare i 20 mila euro. Il solo progetto destinato agli autisti (che dovrebbero entrare in cooperativa), supera da solo il milione di euro e questo comporta la necessità di indire una gara tra le cooperative”.

L’esternalizzazione del progetto, per il sindacalista, non ha senso anche in relazione alla cronica carenza di operatori sociosanitari ed infermieri che si registra sui presidi ospedalieri. I lavoratori in questione, almeno in parte, potrebbero essere impiegati all’interno degli ospedali per colmare le lacune del personale. “E questo attraverso una semplice proroga del progetto fino alla fine del 2012”, ha ribadito Cagnazzo nel corso di un’assemblea sindacale tenuta presso il polo didattico della Asl di Lecce. “Solo così si arriverebbe a far durare il progetto almeno due anni, nella Asl di Lecce”.
Vale la pena di ricordare che a differenza delle due aziende gemelle di Brindisi e Taranto, il progetto è partito in ritardo, superando di poco il primo anno previsto.

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