… Tra le foglie di questo Sud
accoglierò il seme della vita
e sgualcirò la mia natura

fino a frantumarmi,
cadendo dall’albero
del mondo che non comprende*

Nell’ambito delle attività del Caffè letterario Mimose di Lecce, la presidente Pompea Vergaro, ha organizzato una serata dedicata all’opera poetica di Lara Carrozzo: “Più luce” per le edizioni Bhoomans, presso il CaffèArt della Galleria d’Arte Stomeo di Martano, sabato 10 marzo 2012, alle ore 19.00, all’interno della rassegna d’Arte “Colori in Concerto. Dall’Emilia Romagna un inno al colore” con le opere di: Silvana Bissoli, Clara Bombardieri, Alessio Bolognesi, Ugo Borlenghi, Antonio Casali,Valentina Barani, Serena Chiari, Stefania Dal Molin, Paola Laurito, Suzana Lotti, Paola Lusardi, Milena Marani, Noa Pane, Dannie Praed, Rosario Scrivano, Elena Vignoli, Francesco Zacchi, Micaela Zannoni.
La mostra inaugurata sabato 3 marzo, sarà visitabile fino al 21 marzo 2012.

L’appuntamento con la Poesia  rientra nella Programma  del Caffè Letterario Mimose “Ad alcuni piace la poesia”, sulle orme della poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura, Wislawa Zimboska.
Carlo Alberto Augieri, professore di Filosofia teoretica- Università del Salento-, dialogherà con  l’autrice Lara Carrozzo. Durante la serata, compagno di viaggio della poesia sarà il flauto di Luisa Augusti sulle note di: F.S. Mercadante, J.O’Neill-Chambers, E.Morricone, G.P.Telemann.
Coordina Pompea Vergaro.

La giovane poetessa salentina Lara Carrozzo,  già dalla prima edizione di “Più luce”,  ha ricevuto un prestigioso  riconoscimento classificandosi  vincitrice Primo premio assoluto nella Quinta Edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Vittorio Bodini 2010”.
Successivamente, il volume è stato recensito su “l’Immaginazione” (Manni- numero agosto- settembre 2011) da Paolo Leoncini, professore presso  Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Ca’ Foscari di Venezia.
Ella, peraltro, svolge un’intensa attività culturale coniugando  musica, poesia e letteratura, apre, tra l’altro, degli spazi importanti  ai settori civili e  sociali, organizzando  e coordinando eventi e convegni.

La raccolta poetica che sarà presentata nella Galleria d’Arte, è il frutto di un percorso durato dieci anni che Lara Carrozzo ha dedicato  ai Poeti, come si legge su un foglio di “guardie” del volume, su un pensiero di Friedrich Holderlin,: “Sicuri, come il fiore vive di luce, così vivono della bella immagine, paghi, sognando e felici, e di null’altro ricchi, i poeti”.
Una raccolta vigorosa e audace  che  racchiude  95 opere con una preziosa prefazione di Emma Favia, dove l’autrice trova il coraggio di raccontare un vissuto intimo, profondo e segreto.
Il Salento è la terra che ha visto nascere e crescere Lara Carrozzo, il luogo dove sovrana regna la luce, come in tutti i sud del mondo, eppure, ella nell’opera poetica “più luce”, chiede luce.
Titolo quanto mai riuscito e sostenuto da una accurata veste grafica e da una accattivante copertina.
In realtà, è risaputo che la copertina conduce il libro nel mondo  alla conquista del lettore: giungere nelle sue mani, essere aperto e letto, un indiscutibile scopo e sogno di ogni autore.

Ho visto la prima volta la copertina di  “più luce” su una locandina appesa a  una vetrina. Mi sono fermata a guardarla: era elegante, questa la prima impressione, poi, immediatamente il pensiero è volato a una delle icone d’Arte d’ogni tempo, all’opera  di Antonello da Messina: “ Annunciata” che raffigura, in un suggestivo primo piano, Maria visitata dall’Angelo annunciante,  la cui presenza si intuisce, ma è  celata allo sguardo dello spettatore, perchè non presente sulla tela. 
La figura di Maria, avvolta in un manto blu,  situata in primo piano, sullo  sfondo nero, il colore della meditazione, ha  lo sguardo pensoso, perchè  ella deve affrontare un compito divino.
Da quel buio nascerà la decisione di accettare di divenire la madre del Cristo.

E da quel  “buio meditato” che ritroviamo sulla copertina  di  “più luce”, prende parola l’opera di Lara Carrozzo quando di fronte a lei si presenta l’angelo della Poesia,  provando,così,  a raccontare se stessa, aprendo l’uscio dell’anima.

Ancor bambina, scriveva di poesia, come ella stessa racconta, divenuta, poi col tempo, sua preferita e, forse, unica amica.
La  giovane poetessa va alla ricerca della parola, di  quella giusta, ben ponderata, perchè  nulla è lasciato all’improvvisazione in questo viaggio verso la luce, cominciato da alcuni anni, ma che si profila  lungo e ricco di preziose esperienze e successi.
Perchè quando si è visitati da Poesia, non si verrà mai più abbandonati, ma, dopotutto, non si troverebbe nemmeno  la forza di farlo. Si rimane stregati per tutta la vita.
Sì, perchè Poesia è affascinante, è ammaliante e tutti vorrebbero essere visitati, anche se non tutti, anzi, in pochi sanno che è inutile andare a cercarla.
Si è poeta quando è la poesia stessa, che abita ogni luogo, viene a bussare  al proprio uscio.
E gli eletti sono pochi e diceva bene  Wislawa Zimboska quando scriveva in una sua poesia: “e i poeti… ce ne saranno due su mille.
Lara tutto questo lo ha intuito e lo scrive apertamente  in  “Attesa” : “verso, ti attendo/tra le stesure/infinite delle parole e in  “La Poesia è la mia Ombra” : “Un intervallo di luce/ sussurra alla mia porta,/ l’udito m’incalza…”

Ella infonde vita interiore ai luoghi, umanizzandoli, quando scrive: pioggia marina dell’anima, o lacrimano gli alberi.
La parola luce lungo i versi  è detta e ridetta e  ripetuta… fior di luce… un intervallo di luce.. .ma luce ancora… nella luce fioca del mattino.
È assetata di luce, chiede luce, in un mondo che le è incomprensibile: “e non capisco ancora il vaticio dell’uomo… …l’occhio che intesse il perdono, non ha il volto del potere”. 
Naturalmente Lara non si arrende di fronte a questo mondo e a questo sud e continua a chiedere, chiedere musica, a chiedere voce.
Riflette sulla guerra, sull’emigrazione e sul mal di vivere, e quando si sente impotente di fronte agli orrori del mondo scrive: “ho chiuso la bocca, ho preferito il silenzio./Anche voi, aprite gli occhi e fate silenzio”.
Lara Carrozzo vorrebbe mettere ogni cosa al suo posto e a volte si ha la sensazione che  le stesse parole che utilizza le siano straniere, perchè poco vissute, più forti e più grandi di lei, strappate, inconsapevolmente, ai respiri di un sud che ancora ha radici profonde, tutte da scoprire e da vivere.

“Più luce”, è una poetica che si snoda lungo riflessioni esistenziali e filosofiche, su una infanzia perduta quando “ci bastava un sorriso/e i confini svanivano”.
I suoi pensieri poetici, lungo le pagine, spesso, sono ermetici, oscuri, anche se la parola resta sempre vibrante come lo è la giovinezza, obbligandoci  a soffermarci e a meditare, ma, a volte, si è tentati di  chiudere il libro, tanto è l’impegno che si incontra.
Ma poi, il desiderio di comprendere, di sentire i respiri profondi che vivono nelle parole di questa giovane poetessa, ci indurranno a riaprirlo, sfogliarlo e, siamone certi, diverrà un compagno nei nostri giorni.
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*Tratto da: Nostalgia

Lara Carrozzo,  “più luce”
Bhoomans editore

Il volume è in distribuzione presso libreria Milella di Lecce