Condannato il truffatore. Anzi, la truffatrice, sebbene andasse in giro con la barba lunga, facendosi chiamare Antonello. Con la doppia identità sarebbe riuscita ad imbrogliare mezza Italia e a spezzare cuori a destra e a manca. Per lei, una 45enne di Galatone, è giunto il tempo della condanna.

Antonella Casaluci dovrà scontare un anno e quattro mesi di reclusione. Sfruttando la sua “doppia identità”, la donna sarebbe riuscita ad aprire conti correnti bancari, postali, ma anche ad incassare assegni che rubava, a non pagare i bed & breakfast e gli hotel dove si fermava per trascorrere la notte. La 45enne, con una sfilza di precedenti alle spalle per furto aggravato, truffa, millantato credito e declinazione di false generalità, si presentava come un uomo, con barba e baffi, e si faceva chiamare Antonello. Per acquisire fattezze maschili, assumeva massicce dosi di ormoni, che le avevano fatto crescere la barba ed i baffi, cambiandole anche il timbro di voce. Quando le chiedevano di esibire il documento di identità, sul quale era riportato il suo nome originale, la donna si giustificava dicendo che si trattava di un errore dell’anagrafe, mai corretto.
L’episodio per la quale è stata condannata risale al 2010, quando la donna si stabilì per un po’ di tempo a Francolino, frazione di Ferrara. Guadagnandosi la fiducia dei titolari dell’alloggio dove soggiornava, sempre con le sembianze di un uomo, Antonella Casaluci era riuscita a stringere con loro amicizia, che ricambiò staccando dal carnet d’assegni del titolare del b&b un assegno in bianco che compilò ma, per sua sfortuna, risultò essere scoperto. Da questo fatto emerse il furto, che le vittime denunciarono ai carabinieri, ai quali spiegarono anche la “pericolosità sociale” della persona.
L’ultima denuncia per furto e truffa, il transgender salentino l’ha collezionata appena 20 giorni fa a Padova.
Negli anni passati, Antonella Casaluci era riuscita anche a sedurre una donna siciliana, alla quale si era presentata come Anthony Kay, facoltoso dongiovanni scozzese.
Carpita la buona fede della vittima, la salentina era riuscita ad entrare in casa sua, per poi sottrarle contanti, carte di credito, bancomat ed altri oggetti di valore.

 

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