Partiranno a breve i lavori di recupero e restauro conservativo del frantoio ipogeo di Felline. Lo rende noto il Sindaco di Alliste, Avv.Antonio Ermenegildo Renna, dopo aver appreso che la Provincia di Lecce ha inserito tale opera tra quelle finanziabili nell’ambito del progetto provinciale di valorizzazione

e recupero immobili di interesse storico-artistico.
Per ristrutturare e recuperare questa importante struttura archeologica l’Amministrazione comunale aveva già accantonato 15.000,00 euro, ora incrementati dal contributo provinciale di 30.000,00 euro.
«Il frantoio ipogeo – dichiara il Sindaco Renna – rappresenta una buona fetta della storia di Felline, una struttura legata alla città ed alla sua tradizione che oggi si trova nell’incuria più totale. La mia amministrazione ha deciso di porre rimedio a questa situazione, dapprima procedendo all’acquisto del frantoio e, poi, ricercando i fondi per procedere al suo restauro. Quando sarà completato, avremo un luogo dove rivedere la fatica ed i sacrifici della vita contadina, attraverso i quali si è sviluppata la nostra comunità. Tale opera si pone nel solco della politica che portiamo avanti da sei anni: rinnovare ed innovare».
Gli Uffici comunali sono già al lavoro per completare la progettazione definitiva e dare avvio all’attento lavoro di restauro, che riporterà, dopo tanti anni, alla luce il frantoio.
I frantoi, detti anche “trappeti”,  sono disseminati lungo tutto il Salento, terra di oliveti secolari e di olio. La crescente industrializzazione, poi, ne ha decretato il declino inesorabile fino all’abbandono totale. Nel panorama architettonico-culturale della Terra d’Otranto i franti occupano un posto di notevole interesse, esempio tra i più peculiari di manufatti “archeo-industriali”. Questi ambienti, e le macchine da lavoro annesse, appartengono alla nostra cultura e per questo sono oggetto di conservazione, perché testimonianza via e diretta della civiltà contadina.
«L’obiettivo principale del recupero – continua Renna – è restituire, dopo anni di oblio, un bene culturale della civiltà contadina a tutti. Recuperare questi contenitori archeo-industriali significa contribuire alla scoperta di valori che hanno rappresentato valenze di natura economica, ma che oggi più che mai esprimo la sacralità del lavoro e con essa la valorizzazione di un prodotto vecchio quanto il mondo. Il frantoio è una sorta di monumento al lavoro del contadino e confidiamo che il suo recupero, oltre al valore socio-culturale di cui si è detto, possa contribuire ad aumentare l’attrattività turistica del nostro territorio».

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