“Per mio conto non saprei definire quest’araba fenice, questo mostro, quest’oggetto determinatissimo, concreto, eppure impalpabile perché fatto di parole, questa strana convivenza della musica e della metafisica, del ragionamento e dello sragionamento, del sogno e della veglia”. (Eugenio Montale).

Giovanna Politi è nata a Roma il 14/11/1970. Ha compiuto studi classici e da sempre innamorata della letteratura e poesia, ha iniziato a scrivere nella prima adolescenza, vincendo anche premi con le sue prime raccolte di poesie, come nel 1994 con “ Solitudine” Premio Raggio Verde. Nel 1989 pubblica la sua prima raccolta di poesie “Pensieri allo specchio” Liber Ars Edizioni e nel marzo 2011 ripropone  una raccolta più completa delle sue emozioni viscerali con “La voce del ventre” Aletti Editore Collana “Gli Emersi – Poesia” ed è attesa la prossima pubblicazione del suo primo romanzo.
Giovanna, è una giovane donna sensibile e forte allo stesso tempo, a cui sono legata da un rapporto di profonda amicizia e leggendo il suo libro, un piccolo, grande scrigno, dedicato ai suoi due adorati figli Lucrezia e Ludovico, dall’accattivante copertina, finemente rilegato, racchiuso in 66 pagine e con la preziosa prefazione di Antonio Alemanno, noto che vi è nelle sue poesie di facile lettura e ricche di contenuto, una freschezza di stile e trasparenza di pensiero che albergano esclusivamente in chi come lei, crede fermamente nei valori della vita.
Un foglio ed una penna sono sufficienti per realizzare una raccolta poetica lì dove solo tramite la scrittura si riesce ad evadere da un mondo che non sempre riflette ciò di cui si ha necessità.
Punti, virgole, parole, sussurri e poi anche lacrime e sorrisi, spazi ed assonanze… tutto questo è la sua poesia, l’arte che libera l’anima mettendola a nudo riuscendo a catturarla in pochi versi, un dizionario per le parole più complicate che la mente, l’anima ed il cuore non riescono ad esprimere così come vorrebbero!
Scrivere poesie per lei è come dare al corpo delle sensazioni mai provate. Ella mette su carta le proprie emozioni e molte passioni, per poi trasferirle al lettore, in cui si rispecchia durante i momenti vissuti della propria vita, un atto di generosità dello stessa nei confronti di chi legge che se ne impossessa fino a farne nutrimento per la propria mente, anima e cuore.
In particolare, l’autrice nella poesia Rinascita
E in questo assolato pomeriggio
di una quasi primavera in arrivo
mi abbandono al bello
e faccio pace con il  mondo…
pensa alla poesia come ad una tenue fiammella, una favilla che volteggiando entra impietosamente nell’anima, proprio nel punto pensato da chi l’ha scritto  incendiandola e ciò che si accende è in realtà, il bagaglio emotivo di chi lo legge, il quale percepisce a suo modo il calore scaturito dai suoi sentimenti, partecipando al messaggio che è stato lanciato, semplicemente.
Per lei la poesia nasce dal ventre: è ispirazione, arte, sensibilità, introspezione, libertà e tanto altro ancora, per cui non serve assolutamente seguire teoremi, procedure ma solo attraverso la scrittura si riesce ad evadere da un mondo che non sempre riflette ciò di cui si necessita. Una delle forme più alte di scrittura è sicuramente la poesia: diletto degli animi più delicati, rifugio delle menti più folli, fragile scoglio, fresca rugiada, ritmo che ci fa muovere o dondolare come quando si ascolta la musica e suono della parola bisbigliata o letta ad alta voce.
La vita è poesia, essa non è un’estranea ma è sempre in agguato dietro l’angolo, pronta a balzarci addosso in ogni momento e solo ciò che si riesce a cogliere, si può trasmettere!

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