Foto Antonio CastelluzzoC’è chi ha immaginato di trapiantarli nel Parco del Gargano, a Manfredonia, oppure nell’Oasi di Monte Sant’Elia, nel tarantino. Ma la proposta del Wwf Puglia per salvare i 5mila ulivi da espiantare per l’allargamento della Maglie-Otranto non è piaciuta a tutti.

Non agli agronomi, per cui gli alberi avranno vita se saranno reimpiantanti nelle immediate vicinanze della zona in cui sono cresciuti, non al Movimento Regione Salento, che ha tuonato: “il reimpianto, secondo noi, dovrà avvenire nel territorio della stessa Provincia di Lecce, senza privarci della ricchezza tutta speciale di alberi meravigliosi e secolari. La giusta via d’uscita sarebbe quella di salvare gli ulivi inserendoli all’interno di spazi verdi già protetti dalla normativa regionale al confine con le principali aree naturali del territorio salentino, compatibilmente con la disponibilità del sito e le caratteristiche del terreno”. Il WWF Puglia, però, si è detto pronto anche a coprire autonomamente le spese di trapianto di alcune centinaia di piante, impegno assunto dopo aver partecipato al tavolo con le associazioni convocato una settimana fa dal Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta. Il nodo resta, poi, sulle adozioni. Le richieste vanno inoltrate ad Anas, al suo dipartimento di Bari, ma non esistono moduli per l’adozione, non esistono richieste predefinite. Anas, da parte sua, subissata dalle domande dei cittadini e degli enti, ha annunciato che in settimana chiarirà modi e tempi per l’adozione. Probabilmente, anzi, sicuramente, non si aspettava tanto interessamento da parte dei salentini e non solo, come si vede, tra l’altro, dalle sottoscrizioni alla petizione pubblica (http://www.petizionepubblica.it/PeticaoListaSignatarios.aspx?pi=P2012N21915), che ha registrato oltre 1800 firme nel giro di appena sei giorni.

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