Rimangono in cella i presunti aggressori di Casapound, in manette da due giorni, con l’accusa di concorso in lesioni gravi e violenza privata. Si è svolto oggi l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Ines Casciaro, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

In due hanno respinto le accuse: il 21enne Osvaldo Senatore ha dichiarato che la sera del 2 gennaio scorso era a casa ammalato, per cui non avrebbe potuto prendere parte all’aggressione al giovane esponente del locale “Collettivo Autonomo Organizzato Studentesco” e “Antifa”, Matteo Maria Pascariello. Riccardo Pino, appena maggiorenne, ha invece detto che al momento dell’aggressione era lontano dalla prefettura leccese, perché a passeggio. Gli altri due, Davide Renna, 21 anni e Giorgio Povia, 22, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Sono state le indagini della Digos di Lecce a ricostruire l’aggressione. La stessa vittima, studente dell’università di Bologna, residente a Lecce, non ha presentato querela.

Solo un comunicato del gruppo politico Caos e una manifestazione di protesta dei suoi appartenenti, ha dato il via alle indagini. Il ragazzo sarebbe stato avvicinato da quattro giovani che conosceva, tutti aderenti a Casapound. Da qui sarebbe nata una discussione degenerata poi nella brutale aggressione: uno degli arrestati avrebbe bloccato la vittima mentre altri due lo colpivano con una testata e un pugno. Il quarto si sarebbe limitato a minacciarlo.

 

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