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Tutto quello che vorreste sapere su Internet ma non sapete a chi chiederlo.Potrebbe essere definito così l’incontro svoltosi alcune settimane fa a Roma, promosso dall’Ucsi, Unione stampa cattolica del Lazio, per riflettere sul tema: “Il Lato Oscuro della Rete. La sfida di Ulisse oggi: varcare il virtuale”.

Una sorta di dialogo a domande e risposte dirette con Fabio Ghioni,  primo hacker d’Italia, tra i massimi esperti di sicurezza al mondo.
In Italia venti milioni di persone con almeno un telefonino, il 35% con lo smart phone, l’86% della popolazione iscritta a un social network, la percentuale più alta del mondo. Nei primi mesi del 2012 ci sono stati nel nostro Paese 82 attacchi informatici in grande stile non solo a siti istituzionali, ma ultimamente c’è un netto incremento di attacchi ai computer privati, con furto di identità e password.
Il più delle volte siamo noi i diretti responsabili di questi crimini informatici (volontariamente o involontariamente), accettando di scaricare le più svariate applicazioni sul nostro PC.

Non possiamo dare la colpa a Facebook – ha continuato Ghioni – se viene violata la nostra privacy, poiché nessuno ci costringe a iscriverci al noto social network e nessuno ci obbliga a pubblicare foto personali. Spesso, soprattutto gli utenti più giovani, ma non solo, si dimenticano che ogni contenuto (testuale, fotografico, multimediale) che viene pubblicato e/o condiviso, non è più di sola nostra proprietà.
E teoricamente il reale furto di dati non esiste e dobbiamo essere attenti anche ad altri pericoli

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