”Noi compriamo informazioni e scommettiamo. E basta. Mi chiamano i calciatori e mi dicono: ’20 mila su questo o quel risultato’. E io lo faccio facilmente perchè la gente si fida”. A parlare alla Repubblica è Hristiyan Ilievski, considerato dalla Procura di Cremona il principale latitante del calcioscommesse.

I giocatori coinvolti in questa vicenda, secondo Ilievski, sono ”una trentina, 90 per cento di squadre di serie B e il resto di A”.
”In Inghilterra non succede, in Italia invece si’: si mettono d’accordo, poi scommettono e vendono le informazioni. Quando le vendono a noi o quando noi le scopriamo, ci puntiamo sopra forte – racconta Ilievski – . Altrimenti le vendono a qualcun altro. Alla mafia siciliana, a quella albanese oppure a Beppe Signori che e’ uno dei capi del calcioscommesse in Italia”.
”Spesso sono gli stessi dirigenti dei club a mettersi d’accordo – aggiunge il latitante – . Alla fine dello scorso anno sono venuto io personalmente in Italia. Era quasi tutto gia’ deciso, chi vinceva lo scudetto, chi andava in Europa, chi finiva in serie B. C’erano sei squadre che ritenevamo affidabili: Sampdoria, Cagliari, Bari, Lecce, Siena e Chievo. E noi abbiamo fatto un mucchio di soldi”.
”Un sacco di soldi li abbiamo fatti anche con Lazio-Genoa. E’ andata cosi’: io cercavo da un po’ di parlare con qualcuno della Lazio – prosegue Ilievski – per avere informazioni sicure. Ma non ci riuscivo. Sono andato a Formello, vero ma li’ non ho incontrato nessuno. Pero’ mi hanno detto: ‘guarda che la partita e’ fatta. L’ha fatta Sculli. L’accordo e’ 1-1 per il primo tempo, poi nel secondo tempo partita vera, anche se alla fine il Genoa ha poi dato i tre punti alla Lazio che doveva andare in Champions”

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