Una decina di lavoratori Coagem, da un paio di giorni, stanno bloccando l’accesso all’impianto di biostabilizzazione di Ugento che dal 2009 serve a completare il ciclo dei rifiuti provenienti da 24 Comuni dell’Ato Le/3.

Il motivo della protesta è nei ritardi e presunte inadempienze da parte dell’azienda, sugli stipendi da corrispondere. La vicenda non è nuova ed è finita più volte sui tavoli della Prefettura di Lecce, come ha sottolineato il  consigliere ugentino della Federazione della Sinistra, Angelo Minenna: il motivo resta il debito accumulato dai Comuni interessati che dovrebbe ammontare, ormai, a circa 1 milione di euro.

“Ferme restando le dovute spettanze all’azienda – spiega il consigliere – bisogna segnalare il rischio che tale situazione determini un’ emergenza sociale”. Se il sistema di raccolta dei rifiuti dovesse subire un collasso in ben 24 comuni, l’allarme igienico sanitario per le popolazioni del sud Salento sarebbe dietro l’angolo, commenta Minenna che ha ritenuto di dover allertare il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, sui possibili rischi di una situazione sul punto di degenerare.

Sul piatto della bilancia ci sono le “sacrosante” ragioni dei lavoratori che vanno affrontate e opportunamente risolte: “In ballo c’è il destino di 13 persone e rispettive famiglie, i qual meritano un’esistenza dignitosa e consona alle loro esigenze”, denuncia il consigliere che esorta la Prefettura ad un immediato intervento volto a scongiurare il peggio, sollecitando il pagamento degli stipendi arretrati.

Foto repertorio

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