In occasione del compimento del centesimo anno d’età, festeggiato martedì 6 marzo 2012, Pietro Sponziello, personalità di spicco del Foro di Lecce e Parlamentare della Repubblica ininterrottamente dalla II alla VII Legislatura, nella giornata di oggi, presso la Camera dei Deputati, dalle mani del Presidente Fini, ha ricevuto la medaglia d’oro quale riconoscimento per la preziosa attività politica svolta in qualità di Deputato.

Nel corso della cerimonia di consegna, subito dopo il discorso del dell’On.le Gianfranco Fini, ha preso la parola il Deputato salentino, Ugo Lisi che ha tracciato un ritratto di Sponziello, insignito, qualche anno fa, anche della Cittadinanza Onoraria di Lecce. “L’On.le Pietro Sponziello – afferma Ugo Lisi – ha rappresentato per la politica e per la professione forense sul nostro territorio un autentico punto di riferimento. Un vero e proprio maestro, al quale intere generazioni di avvocati e di uomini che si sono spesi nel mondo delle istituzioni hanno guardato per trarne spunto ed esempio. Un uomo, l’On.le Sponziello, che si è speso per la collettività che gli ha dato i natali, ma non con un atteggiamento campanilistico, proprio di chi ha lo sguardo rivoto verso il basso e non vede oltre il proprio orizzonte. Egli è amato da tutti perché, da uomo radicato nella sua terra, ha saputo parlare, attraverso gli anni e le stagioni, avendo lo sguardo rivolto al futuro che, per la sensibilità che lo ha sempre contraddistinto, è riuscito ad anticipare seminando il seme buono della generosità sul terreno della condivisione. Una condivisione vera – continua Lisi – mai di facciata, una condivisione che riusciva a far giungere agli altri il proprio punto di vista in maniera acuta e intelligente, perché era preceduto dalla capacità di far suo l’altrui punto di vista, sintetizzandone i tratti principali e imprescindibili. Sponziello è stato Parlamentare della Repubblica in anni di grande contrapposizione ideologica, in anni in cui il confronto politico era conflitto. Ma chiunque parli di Sponziello, anche ora, nel 2012, ad un secolo dalla sua nascita, non ne parla come uomo di parte, come uomo di partito, bensì come di un autentico riferimento morale capace della terzietà, proprio perché sempre onesto nel presentare in prima persona e in prima battuta il suo punto di vista, la sua visione soggettiva. Non bastano le parole – conclude – per raccontare da leccese e da salentino l’orgoglio della mia personale vicinanza alla sua storia, alla storia di un Deputato della Repubblica che, ininterrottamente, dalla II alla VII Legislatura, ha dato lustro a questi banchi con la sua proverbiale eloquenza, quell’eloquenza che nelle aule dei tribunali portava giovani avvocati e semplici cittadini ad assistere alle sue arringhe per restare incantati dalla complessità di un pensiero che diventava azione e che trasformava, in maniera mirabile, le parole in fatti”.
   

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