Con la costituzione di parte civile della Regione Puglia, e’ cominciata dinanzi al gup di Bari Alessandra Piliego l’udienza preliminare a carico dell’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo (Pd), e di altre quattro persone coinvolte in una delle inchieste

sulla gestione della sanita’ pugliese. Gli imputati – gli imprenditori baresi Gianpaolo e Claudio Tarantini, Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo dell’Asl di Lecce e Antonio Montinaro, all’epoca dei fatti primario di neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce – sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e millantato credito. In aula la difesa di Frisullo ha depositato l’ordinanza d’arresto a carico del senatore Alberto Tedesco, datata 24 febbraio 2011, all’epoca dei fatti contestati assessore regionale pugliese alla Sanita’ in quota Pd, anche lui coinvolto, insieme ad altre 40 persone, tra cui Valente, in un’indagine sulla gestione della sanita’ in Puglia. Il contesto che viene rappresentato in quella ordinanza e’, secondo la difesa di Frisullo, antitetico rispetto alla ricostruzione accusatoria di questa inchiesta, con riferimento proprio al ruolo di alcune persone coinvolte in entrambi i fascicoli. Anche l’accusa ha depositato nuovi atti, tra cui un verbale di Alessandro Mannarini, uno dei ”tre moschettieri”, come le cronache hanno ribattezzato il trio composto da Mannarini, Gianpaolo Tarantini e Massimiliano Verdoscia, gia’ condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione per i coca party dell’estate 2008. L’udienza preliminare proseguira’ il 12 marzo prossimo. Nell’ambito di questa indagine Frisullo fu condotto in carcere il 18 marzo 2010 e l’8 aprile successivo, su disposizione del Tribunale del Riesame, ottenne i domiciliari, protrattisi fino al 17 luglio 2010: da quel giorno e’ libero. Secondo le indagini, Frisullo avrebbe ricevuto dall’imprenditore barese escort e denaro in cambio di vantaggi per le societa’ dei Tarantini nell’aggiudicazione di appalti presso la Asl di Lecce. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2007-2009.

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