Valdo MelloneFiglie di sindacalisti e di dipendenti della Asl avrebbero falsificato le autocertificazioni per essere assunte full time da Sanitaservice. È lo stesso direttore generale Valdo Mellone a portare a galla la parentopoli nell’azienda sanitaria leccese, presentando un dettagliato esposto in procura contro dieci lavoratori

del servizio informatico (Cup e Ced), internalizzato lo scorso 1 marzo. E proprio quelle autodichiarazioni sono state depositate da Mellone a corredo dell’esposto per tentata truffa ai danni della Asl. Questi i fatti. Giovedì, in sede di firma dei contratti di assunzione nella società inhouse, i lavoratori hanno dovuto presentare anche le ultime buste paga per raffrontare livello di inquadramento e trattamento economico rispetto all’elenco fornito dalla ditta capofila del raggruppamento temporaneo di imprese, la Engineering, e compilato sulla base di dichiarazioni rese dai dipendenti sotto propria responsabilità penale. Da qui la scoperta di monte ore gonfiati sulla carta rispetto a quanto percepito. Vale a dire, nei fatti servizio svolto part time, sulle autocertificazioni dichiarato full time. E questo per assunzioni fatte proprio a ridosso dell’ultima data utile per poter essere internalizzati, il 3 novembre. La gran parte dei coinvolti, infatti, è stata assunta proprio l’8 agosto, in altri casi tra settembre e proprio il 3 novembre. Tutti dipendenti delle ditte Edinform e Sincon, di cui ora toccherà verificare anche un eventuale coinvolgimento.

Ma cosa c’entrano i sindacati? Tra i nomi segnalati nell’esposto ci sono anche le figlie e nuore di sindacalisti della Uil e della Cisl e la figlia di una dipendente dell’ufficio comunicazione della Asl, tra l’altro presidente di una delle associazioni del comitato consultivo misto.

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