Il Consigliere regionale de La Puglia prima di tutto, Andrea Caroppo, Segretario del Consiglio Regionale, ha rivolto una interrogazione a risposta scritta al Presidente della Regione ed all’Assessore alla Salute sulla convenzione dell’unica PET-TC operante in Provincia di Lecce.

In premessa ha evidenziato che: “La Società “Centro di Medicina Nucleare Calabrese di Giuseppe Calabrese & C.Sas”, con sede in Cavallino, accreditata istituzionalmente con il SSN per l’attività di Medicina Nucleare dispone a tutt’oggi dell’unica PET-TC della Provincia di Lecce. Ciononostante, essa è costretta ad operare in assoluta precarietà, con gravi conseguenze soprattutto per l’utenza, a causa di una singolare contrattualizzazione con la ASL di Lecce a scadenze trimestrali, l’ultima delle quali si concluderà il 31 marzo p.v. senza possibilità di proroga. Tale situazione è in evidente contrasto con quanto disposto dalla Regione con circolare indirizzata ai Direttori Generali delle AASSLL il 22/02 u.s., nella quale si invitano i destinatari “a procedere senza indugio alla definizione degli accordi contrattuali a valere per l’anno 2012, nel rispetto delle indicazioni della DGR 1500/2010 e del Piano di Rientro, in tempi ragionevoli, e comunque entro il 15/03/2012, tanto da consentire a tutte le strutture interessate di poter effettuare la programmazione gestionale per l’anno 2012”. E’ di tutta evidenza che, per di più a seguito di palese discriminazione rispetto a tutti gli altri operatori in convenzione con la medesima ASL, l’assegnazione alla suddetta Società di un budget solo trimestrale, con scadenza al 31/03 p.v., non poteva consentirle di “effettuare la programmazione gestionale per l’anno 2012” e comporta gravissime incertezze sulla prosecuzione di un servizio straordinariamente importante per la stessa vita delle persone ed allo stato senza alternative sul territorio della ASL LE”.
Caroppo pertanto chiede a Vendola ed Attolini di “conoscere le iniziative che intendono assumere al fine di rimediare rapidamente a tale, evidente stortura che rischia, a breve, di procurare ulteriori, pesanti disagi alla cittadinanza salentina in difficoltà, in un ennesimo arretramento del Servizio Sanitario Regionale rispetto ai suoi compiti istituzionali”.

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